Covid, sindacati: “La riapertura parziale delle scuole in Puglia non basta”

Cgil, Cisl, Uil, Snals e Fgu sollecitano l’istituzione di un “tavolo urgente”

Riaprire le scuole solo in parte non basta. Sono i sindacati a bocciare l’ultima ordinanza della Regione Puglia, con cui il presidente Michele Emiliano dispone la chiusura delle scuole eccetto che per alcune categorie di allievi e fino al 25% degli studenti per classe. In una nota congiunta, giudicano l’ultimo provvedimento “inaccettabile” e sollecitano l’istituzione di un tavolo politico dopo che, ricordano i sindacati, è mancato il confronto sulla decisione regionale di bloccare le lezioni in presenza a causa del Covid. La nota è firmata da Cgil, Cisl e Uil Puglia, nelle rispettive categorie. “Apprendiamo in queste ore, dopo lo sforzo compiuto dal presidente Michele Emiliano, su alunni con bisogni educativi speciali e laboratori – si legge nella nota sindacale – che la ferma opposizione delle organizzazioni sindacali, unitamente alla pressione delle famiglie e delle associazioni di settore, ha sortito l’effetto di indurre il professor Lopalco a dichiarare la possibile riapertura della scuola primaria.

Per i sindacati, queste modifiche all’ordinanza sono necessarie, ma ancora insufficienti a contenere, “l’insoddisfazione e l’amarezza – come si legge nella nota – per una decisione assunta in perfetta solitudine”. I sindacati si dicono consapevoli della situazione delicata dell’epidemia in Puglia, però ritengono che gli stessi dati non giustifichino la decisione presa da Emiliano. “Le scuole che hanno avuto casi di contagio sono davvero poche – continua la nota congiunta – e i casi positivi accertati in ambito scolastico sono al di sotto dello 0,1%”. La loro richiesta è che la Regione trovi al più presto un modo per garantire il diritto all’istruzione a tutti gli studenti, dall’infanzia alle superiori. E questo, dicono, si può fare solo con una didattica in presenza. “Chiediamo – concludono – la convocazione di un tavolo urgente e riteniamo necessario istituire un luogo di confronto politico”.