La Fondazione Matera Basilicata 2019 traccia un bilancio di quanto fatto e programma il suo futuro

La Fondazione Matera Basilicata 2019 c’è e guarda avanti. E’ necessario – è emerso dalla conferenza stampa indetta per illustrare la programmazione dei prossimi mesi – che tutta la comunità prenda consapevolezza di quanto si è fatto sia in termini culturali che in termini di ricaduta economica sul territorio. Un passaggio indispensabile per poter pianificare il futuro. Già nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, intanto le prime riflessioni.

“Il 30 di luglio in un convegno dal titolo “Quanto dura un anno a Matera” analizzeremo – ha detto la direttrice ad interim della Fondazione – quanto le scommesse che noi abbiamo scritto nel dossier sono diventate realtà. Tra queste “può una città piccola diventare una produttrice di cultura, anziché comprarla?” A settembre, invece, è previsto un focus sugli impatti che il 2019 ha avuto sul turismo.

Ancora, nella seconda settimana di ottobre, a Matera, ci sarà una grande conferenza internazionale, cui prenderanno parte rappresentanti di Commissione europea, Ministeri, altre Capitali Europee della cultura, nonché tutti i soci della Fondazione, a partire dalla Regione Basilicata. In questa occasione verranno presentate tutte le valutazioni per cercare di capire cosa è successo a Matera nel 2019, ma anche negli anni precedenti.

Sempre ad Ottobre, la Fondazione terrà a Bruxelles un tavolo sulla cultura che rigenera le aree interne, confrontando la propria esperienza con quella di tre Capitali Europee della Cultura collocate a diverse latitudini: Kaunas, Plovdiv, Galway”.

Tra le iniziative legate più allo spettacolo, ma non senza momenti di considerazioni e pensieri, confermata a Settembre Materadio, la festa di Radio 3. Quest’anno non su tre giorni. Si sceglierà una data tra il 25 ed il 26 settembre. Inoltre, sarà lanciato il 4 di Agosto lo spettacolo dal vivo “Così vicini, così lontani”. Un modo per ripartire dai limiti imposti dal Covid 19 coinvolgendo lo spettatore.

Ma sulla programmazione che guardi ad un arco temporale che va almeno fino 2022, c’è bisogno del coinvolgimento non solo della parte economica e culturale del territorio, ma anche delle istituzioni. Il presidente della Fondazione Salvatore Adduce, in tal senso, ha sollecitato impegni concreti per finanziare il piano triennale della Fondazione, la cui cessazione è fissata nel 2022, chiedendo soprattutto alla Regione Basilicata, socio fondatore e di maggioranza, di fornire “una risposta”.

“Ma tutti – ha detto Adduce – devono sentirsi coinvolti da questa chiamata: il Comune, l’Università, la Camera di Commercio, la provincia di Matera che sono soci fondatori, ma mi spingerei anche alla città di Potenza. E’ più semplice parlare, per certi versi, con le istituzioni centrali, i Ministeri, ha dichiarato, che con quelle locali”.

Il momento è stato utile anche per richiamare l’attenzione sulla gestione delle risorse finanziarie.” Da Maggio ad oggi abbiamo rendicontato, ha dichiarato Giovanni Oliva, Segretario generale e direttore amministrativo ad interim della Fondazione, oltre 7 milioni e 700 mila euro e abbiamo pagato più di 4 milioni di euro per un totale di circa 1070 fatture ad oltre 350 fornitori.

Probabilmente nelle prossime due settimane otterremo più economie dagli enti, con le quali potremo pagare altri 4 milioni di euro, prima di andare in vacanza”.