A Bari, l’inaugurazione dell’anno giudiziario

Il Consiglio Superiore della Magistratura, la situazione della criminalità a Foggia, i casi di malagiustizia ed ancora, l’edilizia giudiziaria e la crisi industriale, al centro del discorso del Presidente della Corte di Appello di Bari, Franco Cassano, in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario nel capoluogo pugliese. “La magistratura non è estranea al processo di deperimento democratico del Paese. Lo scandalo delle nomine e degli eventi che hanno travolto nei mesi scorsi il Csm hanno innescato una crisi senza precedenti”. E poi “L’inchiesta di Perugia – ha aggiunto – ha segnalato una salto di qualità negativo rispetto a criticità da tempo emerse, che hanno prodotto un progressivo scollamento tra la magistratura e l’istituzione consiliare”. Il presidente Cassano si è poi spostato nella provincia di Foggia, che sta vivendo una “fase delicata”, nella quale “lo Stato e la criminalità si fronteggiano in una partita decisiva per il controllo del territorio e della società civile. Ebbene – ha proseguito Cassano – da quando lo Stato è intervenuto in modo severo, con arresti e operazioni che hanno ristretto l’area di manovra delinquenziale, le necessità economiche delle batterie sono cresciute, per l’aumento dei sodali detenuti e delle famiglie da sostenere”. E poi, un passaggio sulla crisi industriale del Paese, legata alla fuga dell’impresa Arcelor Mittal dall’ex Ilva di Taranto, che secondo il presidente della Corte d’Appello è stata arginata nonostante la “mancanza di un qualsivoglia progetto politico, solo dalla minaccia dell’intervento giudiziario”. Un passaggio anche sulla chiusura della sede di Casapound a Bari e sul decremento del numero dei reati commessi dagli stranieri, oltre che dei reati di omicidio stradali, passati da 120 a 94. Al contrario, si registra un incremento dei reati di pedofilia e pedopornografia, stalking, estorsioni e reati tributari. Nella sua relazione, il presidente della Corte d’Appello ha poi focalizzato l’attenzione di tutti i presenti sulle difficoltà che attendono il mondo della giustizia barese in questo 2020. Difficoltà legate all’attuale situazione dell’edilizia giudiziaria: “Una questione che ci affligge e ci mortifica” ha detto Cassano, ricordando che “molti mesi sono trascorsi dalla stipula del secondo protocollo, nel luglio 2019, senza che sia accaduto alcunché”. “Dal ministero – ha aggiunto – giungono ora segnali rassicuranti e un continuo sostegno lo sta dando il sindaco di Bari. L’opera da progettare è immane, di oltre 125 mila metri quadrati e il suo costo ingente, si procederà per lotti e i tecnici si metteranno a breve al lavoro”. “Siamo esausti – ha concluso – ma dobbiamo confidare che questa città, la cui immagine cresce nel Paese, e la sua comunità di giuristi possano avere degli uffici giudiziari dignitosi”.