Omicidio San Giorgio ionico: gip non esclude la premeditazione

Ha lasciato intendere che fosse accaduto un incidente, il reo confesso dell’omicidio di Ciro Piccione, a San Giorgio Ionico. Ma per il Gip Giuseppe Tomassino “deve ritenersi che il Mele si sia portato presso la vittima al fine deliberato di ucciderla, utilizzando un’arma illegalmente detenuta e portata in luogo pubblico, poi sottratta alle indagini”. È quanto scritto nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Salvatore Mele, 29 anni, accusato dell’uccisione dell’imprenditore agricolo. Nella confessione Mele ha raccontato di aver tentato di disarmare Piccione e che nella colluttazione sarebbero partiti i due colpi. Il piano sarebbe invece premeditato. Non solo. Per il giudice: “È agevole prevedere che l’indagato, portatore di una connaturata propensione alla violenza, potrà dare nuovamente sfogo a quest’ultima, nell’occasione, molto probabile a verificarsi, di un incontro con i congiunti della vittima”.

E ancora ” tra le potenziali vittime potrebbero annoverarsi la fidanzata e la di lei genitrice”. Il movente dell’omicidio, lo ricordiamo, è infatti maturato per la non accettazione della fidanzata di Mele della amicizia nata tra la madre e Piccione.

Resta da trovare l’arma. Mele ha raccontato di averla lanciata nello specchio d’acqua antistante il canale Ostone a Lizzano, ispezionato dai sommozzatori dei Vigili del fuoco e della Marina Militare. Della pistola però ancora non c’è traccia.