Taranto, medici su studi ministero: ennesima conferma dei danni dell’inquinamento, è ora di agire

img_2962Studi non esaustivi e incompleti, come gli stessi ricercatori riconoscono, quelli presentati al ministero della Sanità. L’Ordine dei medici di Taranto commenta l’esito degli “Studi di biomonitoraggio e tossicità degli inquinanti presenti nel territorio di Taranto”.

“Nello studio è sottolineato che la vicinanza alla centrale emissiva di inquinanti, cioè allo stabilimento siderurgico, incide in maniera statisticamente rilevante sul quoziente intellettivo, per la presenza di metalli pesanti”, riepiloga il Presidente dell’Ordine Cosimo Nume. La ricerca seppur parziale, è “esaustiva” per la parte analizzata: “E’ stata fatta un’istantanea di un momento in cui provvedimenti amministrativi e giudiziari hanno prodotto un rallentamento della produzione”. E volendone dare una lettura positiva si evince che “a produzione ridotta, l’inquinamento incide meno”, quindi “da tarantino dico che questo vuol dire che un’altra Taranto è possibile”.

Un aspetto va chiarito: i ricercatori “non hanno mai detto che Taranto non è più inquinata di Roma”, spiega la pediatra Annamaria Moschetti, presidente Commissione ambiente dell’Ordine. I dati emersi da questo studio come da altri, dunque, sono tutt’altro che rassicuranti. “Lo studio non dimostra che la situazione di Taranto sia migliore – e anzi – a Roma non c’è il Wind day. A Roma non si chiudono in casa quando arriva l’allarme. Nella capitale – ancora – i bambini possono giocare a villa Borghese. I piccoli tarantini non possono stare invece nei giardinetti pubblici per rischio di contaminazione anche a livello dermico”. Presenta una serie di slide per sintetizzare che “il ritardo cognitivo causato dalla presenza di piombo nel sangue può creare, nei soggetti più deboli, danni irreversibili” e ancora, tra i danni, “la diminuzione del quoziente intellettivo. Questo cambia il destino della singola persona e conseguentemente della società”. Tuona infine contro chi ha responsabilità sociale e politica: “Assistiamo a una ingiustizia ambientale sociale – denuncia – i meno abbienti sono costretti a rimanere, intrappolati come topi, nei quartieri più a rischio, perché non possono permettersi di cambiare casa”. L’Ordine dei medici, aggiunge Nume, può informare e denunciare. Non può sostituirsi alla politica.

“Non si facciano valutazioni sulle soglie limite, ma sulla salute – interviene Emanuele Vinci, presidente Commissione Ambiente Federazione nazionale Ordini dei medici, e Presidente dell’Ordine di Brindisi – il parametro di riferimento siano le VIS (Valutazioni impatto sulla salute). Da Aeree di interesse nazionale, Taranto e Brindisi, sono diventate Aree di disastro ambientale. Chiediamo pertanto prima il diritto alla salute, poi quello alla cura”.