Ilva, via all’indagine UE su aiuti di Stato. Bufera Pucci: rinuncia

IlvaSe sarà dimostrato che i fondi stanziati per l’Ilva hanno finalità di riqualificazione ambientale, l’aiuto di Stato sarà giustificato, altrimenti ne sarà chiesta la restituzione. Questo, in estrema sintesi, l’obiettivo dell’indagine avviata dall’Unione europea riguardo ai 300 milioni versati dall’Italia per il siderurgico. Nelle prossime ore, l’ufficialità alla procedura, con i dettagli forniti dal commissario per Concorrenza Margrethe Verstager. Essere in linea con gli obiettivi della strategia Europa 2020: questo il primo punto fermo. I finanziamenti devono essere a favore di ricerca, sviluppo e innovazione, della formazione e della occupazione, e devono essere volti alla tutela ambientale. Scopi completamente diversi, sospetta L’Unione europea, per quei 300 milioni.

E mentre si è aperto il nuovo capitolo tra Roma e Bruxelles, a Taranto, Marco Pucci tenta di mettere una pietra sopra alle polemiche di questi giorni, riguardo alla sua nomina di direttore generale per la fase di trasferimento dell’Ilva: “Ringrazio i commissari per la fiducia, ma non ritengo di accettare l’offerta. Preferisco attendere l’esito del ricorso in Cassazione sul processo che mi ha visto condannato ingiustamente per il tragico incidente alla Thyssen di Torino.”

Una scelta più che altro indotta dal terremoto che si è scatenato in queste ore nella città dei due mari. “Siamo schifati”, avevano commentato i parenti delle vittime del rogo appresa la notizia. Il disappunto e’ giunto anche sui social da cittadini, operai e alcuni politici. “All’epoca – spiega Pucci – ero nel Consiglio di amministrazione della società senza alcuna delega alla sicurezza e con responsabilità nelle aree commerciali e del marketing. Confido che i giudici supremi sapranno dare il giusto peso alle responsabilità penali personali. Sono tornato in Ilva un anno fa e – conclude – continuerò a collaborare come manager per il risanamento e il rilancio della società”.