Rischio sismico in Val d’Agri, Unibas ospita studi CNR IMAA

Viggiano Val d'AgriSismicità naturale e indotta dalle attività umane in Val d’Agri, fulcro energetico lucano e nazionale. Di questo si è parlato nell’ambito di un convegno tenutosi presso il Polo Umanistico dell’Università di Basilicata a Potenza con presentazione degli studi condotti dal CNR IMAA di Tito. L’argomento, in Italia poco studiato per decenni, di recente vede alcuni lavori scientifici focalizzati su due zone in cui le attività umane per la produzione di energia possono causare sismicità indotta: in agro del comune di Montemurro, nei pressi del pozzo di Costa Molina 2, e sulla sponda occidentale del Lago Pertusillo nei comuni di Grumento Nova e Moliterno. Su queste zone ed altre limitrofe si sono concentrati ultimamente molti progetti di ricerca, esposti nell’evento potentino con diversi interventi coordinati dal CNR IMAA di Tito. Il dato più importante, tra gli altri, quello dell’esperto di Protezione Civile ANPAS, Carmine Lizza: su 359 intervistati, rispetto ad una popolazione totale di 29.430, la percezione di rischio è collegata sopratutto ai fenomeni naturali rispetto alla mano umana ed il 50% possiede una abitazione antisismica. In particolare, l’esperto Marco Mucciarelli, ha specificato il maggior rischio derivante dalla sismicità naturale, di maggiore intensità rispetto alle attività antropiche.