Politiche energetiche. Approvato un documento da 4 Consigli regionali

Impianti FotovoltaiciTrento – Si ritorna a parlare di energia e delle competenze delle istituzioni nel settore; l’occasione è stata offerta dalla Conferenza dei Presidenti delle assemblee regionali che si è tenuta ieri a Trento, con la Regione Basilicata capofila, nell’ambito della quale è stato approvato un documento in cui i Consigli regionali di Umbria, Puglia, Marche e appunto Basilicata, auspicano che nella nuova politica energetica europea sia mantenuto, in merito ai procedimenti autorizzativi, un approccio che garantisca: rispetto dell’ambiente; perseguimento dell’obiettivo di incentivare l’uso delle energie rinnovabili; snellezza procedurale e adeguato coinvolgimento delle realtà territoriali e locali in tali decisioni, riducendo così il margine di discrezionalità presente nella disciplina europea vigente, la numero 28 del 2009, la quale di fatto – dice in una nota il Consiglio regionale lucano – ha prodotto ostacoli al perseguimento dei suoi stessi obiettivi, ossia: l’ormai celebre 20 20 20 fissato per ogni stato membro. “L’assemblea tenutasi ieri aTrento – ha detto il Presidente del Consiglio regionale di Basilicata, Piero Lacorazza – ha individuato temi essenziali; ma questi ora richiedono un supplemento di riflessione sopratutto alla luce della riforma costituzionale in itinere all’attenzione del Parlamento italiano che pur eliminando le materie concorrenti, rischia di non eliminare, ma di acuire una serie di interferenze istituzionali sulle quali è più volte intervenuta anche la Corte costituzionale. Energia – ha precisato Lacorazza – vuol dire anche tutela della concorrenza, ambiente, governo del territorio, materie che le Regioni continueranno a incrociare con le procedure autorizzative e gli atti di pianificazione, che sarebbe meglio armonizzare in base al principio di sussidiarietà, evitando cioè di espropriare i territori e le istituzioni locali di ogni potere. Intanto, la prossima settimana gli altri 5 documenti tematici approvati sempre ieri a Trento saranno posti all’attenzione della Commissione politiche dell’Unione europea del Senato.