Ieri ultimo giorno di Carnevale, i festeggiamenti a Montescaglioso

montescaglioso carnevaleMONTESCAGLIOSO – Si sono conclusi, ieri sera, martedì grasso, come da tradizione, i festeggiamenti per il Carnevale di Montescaglioso, evento organizzato dalla Proloco e dall’Amministrazione comunale, giunto alla sua 56° edizione. Le iniziative, previste nell’ambito della manifestazione, hanno preso il via, esattamente, l’8 di Febbraio, giornata che si è contraddistinta sopratutto per aver radunato alcune delle principali maschere tipiche dei carnevali lucani; il 15 di febbraio, invece, è stata la volta dei carri allegorici, i quali, guidati dall’antico corteo nunziale d u zit e la zit hanno calcato per la prima volta le vie cittadine mescolando così la tradizione con le moderne allegorie. Ieri, come dicevamo, la giornata clou, quella del martedì grasso, a partire dalle prime luci dell’alba, con al centro ancora: la parte più arcaica del rito, il Carnevalone, e le allegorie sferzanti della cartapesta. Tra le figure tipiche del Carnevalone Montese, quella degli sgherri, riconducibile alla figura dei massari e dei braccianti, il cui costume, una volta realizzato con pelli di animali, oggi è confezionato, invece, principalmente con carta e tela di canapa. Il Carnevalone, in pratica, come la natura ricicla quasi tutto. Dietro di loro l’asino, guidato dal signore di Montescaglioso, il quale su un papiro annota i buoni e i cattivi, ossia quelli che consegnano o non consegnano la questua. Tra le altre maschere tipiche: la Quaremma con in braccio suo figlio: il Carnevale del prossimo anno e la Parca, con in mano il fuso, a rappresentare la morte. Ed è proprio la morte del Carnevale a mezzanotte a sancire la fine di tutti i festeggiamenti. Il carnevale di Montescaglioso come dicevamo è giunto alla sua 56 esima edizione ma le sue radici sono molto più antiche. Alcune cronache del 17° secolo raccontano, infatti, di un invito del marchese di Montescaglioso rivolto alle famiglie nobili di Matera ad assistere alla festa. La tradizione dei carri allegorici invece nasce solo nel 1949 ed è da attribuire ad un macchietista montese, poi trasferitosi in Piemonte, il quale era solito, in questo periodo, rallegrare la comunità con la musica dei suonatori di mandolino e a bordo dei primi mezzi di locomozione dell’epoca; poi, le prime rappresentazioni in cartapesta da Putignano, fino ad arrivare ai giorni nostri con i montesi ormai esperti artigiani dell’allegoria.

http://youtu.be/h7Jxl4Ser_o