Unibas. Inaugurato il 32° Anno Accademico.

Un ibasSi è aperta con un minuto di silenzio per le vittime delle redazione di Charlie Hebdo la cerimonia di inaugurazione del 32° Anno Accademico dell’Università degli Studi della Basilicata.

Cerimonia solenne, come di consueto e momento per riflettere sul destino, le prospettive e il legame che il polo di istruzione lucano ha con il territorio.

Assente l’atteso Ministro all’Istruzione Stefani Giannini, che ha inviato una letterea di saluti e, assente anche il Presidente della Regione , Marcello Pittella, al quale si è rivolto nella sua relazione il rappresentante degli studenti, Michele Lavella. Primo a prendere la parola, come da programma, Lavella ha chiesto un maggiore dialogo con l’ente regionale, auspicato già lo scorso anno, per poter rappresentare le esigenze degli studenti, i disservizi e le disomogenità avvertite soprattutto nella sede universitaria materana che, al contrario, deve misurarsi  “con l’irripetibile opportunità – ha detto Lavella – di Matera Capitale Europea della Cultura 2019”.

“La nostra Università – ha detto la rettrice, Aurelia Sole, alla sua prima cerimonia inaugurale – è giovane e dinamica. Non è un solo un onere per la Regione – ha continuato – ma un fondamentale attore di sviluppo, che agisce in una relazione di collaborazione e di crescita reciproca e comune”. Sarebbe questa, seconda la Sole, la “quarta missione” dell’ateneo, ossia l’impegno per lo sviluppo del contesto nel quale opera.

Vari gli interventi come da programma, e quest’anno anche un fuori programma. Un gruppo di studenti infatti, ha esposto degli striscioni su “estrazioni e petrolio”, tesi a sottolineare i ritardi registrati negli ultimi vent’anni. E quale luogo migliore – diremmo noi – per porre delle questioni, se non nella casa della cultura e del confronto?