
L’analisi, elaborata dal quotidiano economico Sole 24 ore su dati della Corte dei Conti, analizza questo scenario con tre dati sensibili: i costi della politica; le spese di rappresentanza e i contratti di servizio. Un contributo considerevole all’accrescimento della spesa corrente italiana negli ultimi 3 anni, lo ha dato sicuramente la Basilicata, la quale dalla classifica riportata, in coda, dal Sole 24 ore, risulta aver speso nel 2013, per la politica, ben 21 milioni di euro; il numero, già in termini assoluti non trascurabile, fa ancora più riflettere se tradotto in termini relativi.
Si spendono, infatti, per la consiglieri assessori e gruppi, ogni 1000 abitanti. circa 37000 euro, posizionandosi, così, al 4° posto in Italia. In Puglia per esempio se ne spendono solo 71; ma trascurando il dato pugliese abbastanza eclatante e singolare, le spese lucane restano sconfortanti anche se confrontate con la Lombardia; qui si spendono per la politica circa 9 mila euro ogni 1000 abitanti. Peggio di tutti fa, poi, la Valle d’Aosta con i suoi 131 mila euro ogni mille persone. Negativa anche l’incidenza di questo dato lucano sulla spesa corrente ben 5,74%; secondi, in questo caso, solo al Molise che registra un 7,13%. Si va poi alle spese di rappresentanza: vale a dire relazioni pubbliche, convegni, mostre e pubblicità. Qui spendiamo più di 2 milioni di euro e siamo al terzo posto traducendo il dato in termini relativi. Più di 4000 euro ogni 1000 persone. Peggio di noi Bolzano e Valle d’Aosta e un’incidenza sulla psesa corrente del 3,58%. Nella Regione Lazio se ne spendono, per esempio, 523 di euro ogni 1000 persone; in Toscana 247. Risparmiamo invece per quanto riguarda i contratti di servizio, nei quali si ricomprendono anche i trasporti; in questo caso andiamo subito a metà classifica con circa 54 mila euro ogni mille abitanti e con una spesa complessiva di 31 milioni di euro e una incidenza sul totale degli acquisti del 72%