Altro rapporto difficile per la Basilicata: quello con Trenitalia

trenitaliaNon sarebbe neanche più il caso di gridare allo scandalo. Ormai è chiaro a tutti; la Basilicata è, in maniera acclamata, terra di conquista, di ritardi, di sfruttamento, di disoccupazione e di tante altre oscenità. Tuttavia è giusto, necessario, figuriamoci, continuare ad indignarsi per ogni indecenza che viene riservata a questo territorio. L’ultima, in ordine di arrivo, è la vicenda Trenitalia; negli ultimi 3 anni, un’escalation di ritardi, soppressioni, e addirittura di treni fermi per ore sui binari, ha caratterizzato il collegamento ferroviario sull’asse Taranto Potenza Roma: un’imbarazzante serie di disservizi condita da una scarsa attenzione verso la manutenzione delle tratte interregionali che ha portato in escandescenze più volte le popolazioni locali, come in concomitanza dei due casi emblematici del 16 Ottobre e dello scorso 30 novembre tra le stazioni di Picerno e Tito. Il rapporto che intercorre tra una società di trasporto come Trenitalia ed una Regione che usufruisce del servizio in questione è esattamente come quello che c’è tra un cliente che ha pagato, la Basilicata in questo caso, ed un commerciante che non ha erogato il servizio. E’ per questo, per esempio, che la Regione Veneto, alla stessa stregua lucana non soddisfatta pienamente del trattamento di Trenitalia, ha deciso di mettere in discussione il suo contratto con l’azienda deliberandolo addirittura in Giunta Regionale. Una proposta alla quale sta guardando con interesse anche la Basilicata, nella persona del neo Consigliere regionale Vito Santarsiero ma che sicuramente, potremmo scommetterci, non avrà la stessa cassa di risonanza dell’omologa Veneta. Il problema è commerciale, viene da pensare, e a chi volete che si dia più ascolto? Ad un territorio popoloso che assicura una bigliettazione elevata come il Veneto o alla scarsamente popolata Basilicata? A Trenitalia non spaventano, pensate, neanche le multe che la Regione Basilicata gli ha già elevato per i disservizi procurati. Al di là delle proteste e delle giuste rivendicazioni che arrivano dall’Ugl Basilicata, dal Consigliere comunale potentino Giuseppe Molinari o delle sensate azioni della Federconsumatori, il problema rimane sempre uno: una terra desertica senza segnali alcuno di sviluppo avrà sempre scarsa e debole rappresentatività politica e ancor meno appeal commerciale. Anche da parte di Trenitalia.