Coordinamento acqua pubblica: no a mercificazione acque del Mercure

viggianelloPer il Coordinamento regionale acqua pubblica di Basilicata l’approvazione da parte della Regione del progetto di imbottigliamento delle acque della fonte del Mercure a favore della multinazionale San Benedetto, più che di concessione ha il sapore di un avvio di privatizzazione. “Il referendum sull’acqua pubblica del 12 e 13 giugno 2011 – sottolineano in un comunicato sempre dal Coordinamento – ha ribadito, infatti, la volontà della grande maggioranza degli italiani e dei lucani di tutelare l’acqua come bene comune, contro ogni proposta scellerata di privatizzazione e trasformazione, a firma delle multinazionali ed invece – fanno intendere gli ambientalisti – assistiamo ad atteggiamenti accomodanti e trionfalistici, come quelli palesati, per esempio, dall’Assessore alle Attività produttive, Marcello Pittella o dal Sindaco di Viggianello, i quali sembrano ancora credere alle solite promesse di sviluppo, lavoro e royalties. L’investimento iniziale, per questo progetto, pare ammonti a circa 11 milioni di euro in totale, tre dei quali, a carico della Regione Basilicata”. L’area individuata, invece, ha una superficie di circa 32.000 mq, di cui 7,000 coperti, per una produzione totale di 150 milioni di bottiglie l’anno ed una esigua forza lavoro necessaria commisurabile in 15 unità e 4 dirigenti. Ad intervenire sulla vicenda anche l’Organizzazione lucana ambientalista che ricorda anche come nel passato, precisamente negli anni ’80, lo sfruttamento della sorgente San Giovanni fu già oggetto di protesta da parte delle popolazioni della Valle del Mercure. Il Coordinamento Acqua Pubblica Basilicata esprime, insomma, la propria sfiducia verso la classe politica e dirigente regionale a governare i beni comuni e a tutelare la salute dei cittadini e dell’ambiente lucani, in un asservimento preoccupante alle politiche produttive ed  energetiche del governo nazionale e delle grandi lobbies industriali.