
Matera – Don Giovanni, o meglio il Don Giovanni, se lo intendiamo come quel personaggio partorito nel 1630 dal drammaturgo spagnolo Tirso de Molina, non è mai esistito nella realtà; è, infatti, solo il protagonista di quell’opera del suddetto autore che va sotto il nome de “L’ingannatore di Siviglia”. Eppure, molto spesso, tutto ciò che viene riprodotto in una rappresentazione artistica; tutta la vita, seppur finta, che passa da un palcoscenico, è così tanto autentica, così tanto più vera di quella che passa dalla realtà che influenza la vita quotidiana e gli artisti. Da questa sensazione furono sicuramente colpiti il grandioso musicista Mozart che volle riproporre, nel 1787, proprio le gesta del “donnaiolo” Don Giovanni in una sua opera intitolata “Il dissoluto punito” ma anche il mondo della letteratura con esponenenti del calibro di Moliere, Saramago e Zorrila. Don Giovanni, quindi, possiamo dire sia sempre esistito, ed esiste ancora; la sua figura immortale è stata celebrata anche a Matera ieri sabato 6 Aprile a Palazzo Lanfranchi con l’incontro “Don Giovanni. Parole pittura e musica”. Al centro della serata tre autori: il giornalista rai Guido Barlozzetti con il libro “l’ombra di Don Giovanni”, il pittore materano Mimmo Centonze con il suo dipinto “Capannone” ed l’arpista Antonella De Filippis. “Don Giovanni – ha detto Barlozzetti – rivendica di non essere un Dongiovanni – non è quindi un conquistatore da luogo comune, nè tantomeno un tronista o un personaggio da Grande Fratello. Don Giovanni è il rischio del desiderio, non contro, ma all’interno di quello femminile perchè Don Giovanni – ha concluso Barlozzetti è uno spirito che alberga dentro ognuno di noi”. Da sfondo, alla serata, il dipinto di Centonze che per la sua ricerca di luce è stato assimilato a quella ricerca del divino che, invece, Don Giovanni cercava proprio con il moto del desiderio. Ad allietare quell’arpa, simbolo di tranquillità, animo eletto e allegria, suonata da Antonella De Filippis. La serata è stata introdotta dalla Soprintendente ai Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Basilicata Marta Ragozzino.