Il pericoloso degrado del Parco integrato di Serra Rifusa.

Matera – Il parco integrato di Serra Rifusa. Una storia infinita, iniziata nel 1990, come recita lo striscione dell’associazione sorta a sostegno dell’ultimazione dell’opera. Negli ultimi mesi, precisamente dalla delibera 438 del 4 novembre scorso, però, qualcosa sembra si stia muovendo; infatti, i 3 milioni e 600 mila euro di fondi regionali,  il 21 dicembre 2010 sono stati riappaltati  con la partecipazione di 33 imprese, come confermatoci dall’assessore competente, Maria Pistone. Una cosa è certa, al di là di questo, la situazione di degrado e pericolo, nell’attesa dell’inizio dei lavori, andrebbe per lo meno, tamponata. In primis, è l’accesso che andrebbe inibito a causa di veri e propri trabocchetti presenti all’interno della struttura. Tante sono le situazioni da segnalare,  poi, varcando il cancello: per esempio, un tombino, coperto, provvisoriamente, soltanto da un bancale in legno. Nello stabile, altre situazioni da evitare: dalle taglienti vetrate rotte, ai quadri elettrici, fino alle mattonelle divelte dei piani alti; anche i resti dei vecchi cantieri come le recinzioni arrugginite dal tempo non sono certo tranquillizanti. Altre immagini non avrebbero bisogno di commenti come quelle relative alle piscine che le precipitazioni piovose hanno portato quasi a regime e, dove, all’interno, vi troviamo diverse tipologie di pattume. Ma lo spettacolo, dal punto di vista coreografico, più eufemisticamente esaltante, è quello delle palizzate abbandonate su se stesse e che, da un momento all’altro, potrebbero ritrovarsi per terra. Condizioni di sicurezza che andrebbero ripristinate immediatamente dall’amministrazione comunale prima dell’inizio ufficiale di qualsiasi lavoro.