Acqua bene comune, la CGIL continua la battaglia.

Venerdì sera, presso la mediateca proviciale Ribecco, nella città dei Sassi, si è tenuto il convegno sul tema Acqua bene comune, organizzato dalla CGIL Matera. Una questione, ormai, sollevata da più di anno, ma scopriamo perchè?
“Tutto è nato con l’approvazione, alla fine del 2009, di una legge, la 166, che impone a tutti gli enti locali di mettere sul mercato la propria acqua. Ne è nato un dissenso generale esteso a tutta la nazione, e,  sostenuto, dal forum Italiano dei movimenti a sostegno”. A parlare è Lidia Ronzano, coordinatrice della sede regionale del Movimento. “Noi, qui, in Basilicata – continua –  abbiamo contribuito alla campagna di dissenso, rispetto a questa legge, sostenendo la battaglia che dovrebbe portare ad una consultazione referendaria nella primavera prossima”.
L’art. 23 bis della legge 133/2008, meglio nota come decreto Ronchi, embrione della legge 166, restringe la possibilità per gli enti locali di gestire il servizio idrico; in primo luogo, perchè obbliga, l’ente pubblico che volesse accedere a tale gestione, al preventivo parere dell’autorità garante sulla concorrenza; perchè prevede una partecipazione minima, nella misura del 40% del capitale, per il privato che ne fosse coinvolto; veloce tempistica di dismissione. Questo il coro unanime dei relatori intervenuti. Un decreto, aggiungono, non supportato neanche dalla Comunità Europea, come si vuol far credere; l’organismo comunitario, infatti, non detta nessun obbligo di esternalizzazione. “Sono state raccolte, a livello nazionale, 1 milione e 400 mila firme – aggiunge la Ronzano –  e, soltanto in Basilicata , circa 15 mila e 500. Questo, denota il grande interesse della popolazione nei confronti del  tema. L’acqua è un bene comune e deve essere assolutamente pubblico; come, assolutamente pubblica, dev’essere la gestione della stessa”.
Il senatore della Repubblica, Filippo Bubbico, anch’egli presente, appoggia la proposta di abrogazione e la battaglia intrapresa, pur rimarcando, la  necessità di una gestione efficiente ed etica a prescindere dalla natura giuridica pubblica o privata delle attività. “Chi è più ricco è giusto che paghi di più. L’acqua – sostiene in aggiunta – è per sua natura immanente un bene comune”. Infine, nella proposta di legge del PD, un turn over nella gestione stessa, previsto ogni 2 anni. La CGIL ha lamentato l’assenza al convegno del presidente della regione Basilicata Vito De Filippo. Oggi, 4 dicembre, mobilitazione nazionale per l’acqua pubblica nelle principali piazze italiane.