Centrosinistra, no al ticket e operazione trasparenza sulla sanità lucana
I consiglieri chiedono di revocare il provvedimento e di verificare da ottobre i conti delle aziende sanitarie lucane
“Arriveremo in Aula con una risoluzione e una proposta precisa: revocare la delibera sul ticket farmaceutico e utilizzare i prossimi mesi per una vera operazione di trasparenza sui conti della sanità lucana”: è quanto annunciato dai consiglieri regionali di centrosinistra Alessia Araneo, Antonio Bochicchio, Angelo Chiorazzo, Roberto Cifarelli, Piero Lacorazza, Piero Marrese, Viviana Verri e Giovanni Vizziello, dopo la convocazione del consiglio straordinario sulla situazione del Servizio Sanitario Regionale e l’introduzione del ticket, prevista per le ore 11:30 del prossimo 24 settembre.
“Diamo atto al presidente Marcello Pittella – è scritto – di avere accolto la nostra richiesta e di avere garantito il confronto nella sede istituzionale che avevamo chiesto fin dall’inizio. Se saranno confermate le indiscrezioni secondo cui l’assessore Latronico starebbe valutando un ulteriore rinvio dell’entrata in vigore del ticket, ne prenderemo positivamente atto. Sarebbe un primo risultato della pressione politica e sociale di queste settimane. Ma rinviare il ticket non basta: bisogna affrontare le ragioni che hanno portato la Giunta a introdurlo”.
I consiglieri di opposizione chiedono che vengano messi a disposizione i dati aggiornati sull’andamento economico-finanziario delle aziende sanitarie lucane, che da ottobre a dicembre si svolga un monitoraggio continuo per capire dove si formano gli scostamenti, quali costi siano incomprimibili e dove invece esistano margini per intervenire. “Parallelamente – si conclude la nota – deve proseguire il confronto con le organizzazioni sindacali e con le rappresentanze sociali e professionali. Non abbiamo mai sostenuto che il problema dei conti della sanità debba essere ignorato. Sosteniamo il contrario: prima di chiedere ai lucani di pagare di più per curarsi, la Regione deve dimostrare di avere fatto tutto ciò che era possibile per spendere meglio e governare meglio il Servizio sanitario regionale”.

