Cgil Basilicata, il centrodestra si dissoci dalla logica divisiva imposta dalla Lega

Mega, l’autonomia differenziata porterà il Paese indietro di un secolo

“Il centrodestra lucano dia un segno tangibile di orgoglio regionale e meridionale. Si dissoci dalla logica divisiva imposta dalla Lega e tuteli la nostra sanità e la nostra scuola pubblica. I diritti sociali e civili non possono dipendere dal luogo in cui si è nati, si lavora o si vive”. Così il segretario generale della Cgil Basilicata, Fernando Mega, “intervenendo nel dibattito sull’autonomia differenziata, sostenuta anche dal governo Bardi”.
“La maggioranza – continua Mega – si appresta ad approvare alla Camera, dopo averlo fatto al Senato, gli atti di indirizzo riguardanti gli schemi di intesa tra Governo e Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto per attribuire ulteriori forme di autonomia su quattro materie cosiddette ‘No Lep’ ma che restano comunque pilastri fondamentali per le tutela dei diritti di tutti e tutte. Parliamo di protezione civile, ordinamento delle professioni, previdenza complementare e integrativa e, soprattutto, di tutela della salute: materie che incidono direttamente sui diritti delle persone, sulla qualità del lavoro e sulla coesione e unitarietà del sistema pubblico. Ciò vale, in particolare – prosegue – per la sanità pubblica, già segnata da una crisi profonda, soprattutto al Mezzogiorno e in Basilicata, dove il tasso di migrazione sanitaria è elevatissimo: concedere ulteriori margini di autonomia in questo ambito significa accentuare la frammentazione del Servizio sanitario nazionale, indebolire i principi di uguaglianza e universalità dei diritti sociali e rendere ancora più profondi gli attuali divari territoriali”.
Secondo il rappresentante sindacale, “occorre invece andare nella direzione opposta: garantire l’esigibilità del diritto alla salute in tutto il territorio nazionale, come prevede la nostra proposta di legge di iniziativa popolare. Questo per quanto riguarda il merito politico delle scelte. Non meno rilevante è il fatto che si sta cercando di far rientrare dalla finestra ciò che la mobilitazione popolare a la pronuncia della Corte costituzionale sulla legge Calderoli hanno fatto uscire dalla porta. Per questo – conclude Mega – la Cgil continuerà a battersi per evitare che il Paese diventi ancora più diseguale e che ne venga messa in discussione l’unità sostanziale: l’autonomia differenziata porterà il Paese indietro di un secolo, rafforzando quella questione Meridionale che di fatto non si è mai conclusa”.