Il Consiglio regionale della Basilicata ha approvato all’unanimità una legge che segna una svolta nelle politiche abitative regionali, introducendo agevolazioni cruciali per le donne vittime di violenza e per i nuclei monogenitoriali in condizioni di fragilità. La norma, nata su iniziativa del consigliere Marcello Pittella e sottoscritta dai colleghi Picerno, Aliandro, Morea, Marrese e Verri, modifica la Legge Regionale n. 24 del 2007 che disciplina l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP).
Il provvedimento introduce strumenti concreti per favorire l’indipendenza di chi affronta percorsi di uscita dalla violenza. Tra le misure principali spicca l’assegnazione di un punteggio aggiuntivo nelle graduatorie ERP per le donne già prese in carico dai Servizi sociali, dai Centri antiviolenza (CAV) o dalle Case rifugio. Viene inoltre istituita una quota di riserva pari al 5% degli alloggi disponibili, con procedure di assegnazione semplificate e temporanee, anche in deroga ai requisiti ordinari. I Comuni avranno inoltre la facoltà di attivare accordi compensativi sul canone di locazione per sostenere il reinserimento sociale e l’autonomia economica delle assegnatarie.
La legge estende le tutele anche ai nuclei monogenitoriali vulnerabili e garantisce la continuità abitativa ai figli minorenni in caso di decesso dell’assegnataria. Grande soddisfazione è stata espressa dalla presidente della Commissione regionale Pari Opportunità (CRPO), Vittoria Rotunno, che ha promosso con forza l’impulso normativo:
“Quella approvata oggi è una norma che corrisponde a una grande battaglia di civiltà che il Consiglio regionale della Basilicata ha scelto di sostenere compatto e senza divisioni. La casa non è soltanto un tetto ma un presidio concreto di libertà, dignità e autonomia per le donne vittime di violenza e per i nuclei monogenitoriali più fragili. La libertà, senza indipendenza abitativa, rischia di restare un principio astratto. Con questa norma, trasformiamo un diritto in una concreta possibilità di vita nuova. Nessuna donna deve essere costretta a scegliere tra la propria sicurezza e un tetto sotto cui vivere”.
Secondo Rotunno, il provvedimento rappresenta “un passo avanti importante verso una società più giusta e più umana, capace di riconoscere le fragilità senza lasciare sole le persone nei momenti più difficili. Garantire un’abitazione significa garantire libertà reale, protezione e dignità. Senza una casa sicura non può esistere una vera emancipazione dalla violenza”. La presidente ha inoltre lodato la compattezza dell’Aula: “Un segnale forte di responsabilità istituzionale e sensibilità umana. Su temi così delicati la politica ha dimostrato di saper superare appartenenze e contrapposizioni, mettendo al centro i diritti delle persone più fragili e i principi fondamentali di civiltà. Per questo desidero ringraziare tutti i consiglieri regionali per il sostegno dato a questa proposta”.
In apertura di seduta, il Consiglio ha rivolto gli auguri al nuovo Dirigente Generale, Gerardo Travaglio, e alla consigliera Alessia Araneo per la nascita della figlia. Successivamente, è stata approvata all’unanimità una risoluzione illustrata dal consigliere Cifarelli per il rafforzamento dell’autonomia funzionale del Consiglio regionale, volta a rendere più incisive le attività di controllo e programmazione dell’organo legislativo rispetto alla Giunta.
