Autonomia differenziata, inizia dalla Campania la mobilitazione delle Regioni per il referendum abrogativo

Martedì toccherà all’Emilia Romagna, poi Sardegna, Puglia e Toscana

Autonomia differenziata. Inizia oggi dalla Regione Campania la mobilitazione, che vede in prima linea anche la Puglia, per il referendum contro la riforma

Si compatta il fronte del no all’autonomia differenziata. Oltre alla raccolta firme, sono necessarie 500mila adesioni entro settembre, la mobilitazione passa anche da cinque Regioni, che entro il mese dovrebbero formalizzare la richiesta di referendum contro la riforma. Si parte oggi con la Campania, martedì tocchera’ all’Emilia Romagna e poi Sardegna, Puglia e Toscana.

Il fronte del no cerca una sintesi. A poche ore dal voto campano, per aggirare l’ostacolo della possibile inammissibilità, insieme al quesito abrogativo tout court, si sta consolidando l’ipotesi di un secondo quesito che andrebbe ad incidere in modo selettivo su alcuni contenuti della norma e sui Lep (i livelli essenziali di prestazione).

Il M5s ha chiesto ufficialmente che ne siano aggiunti altri tre. A questo, infatti, punterebbero gli emendamenti già depositati dai pentastellati in Campania.

Tra i principali nodi da sciogliere c’e’ anche quello di una possibile inammissibilita’ del referendum legata al collegamento della legge Calderoli a quella di bilancio. Situazione che potrebbe rientrare nella casistica delle leggi per cui è precluso il ricorso al referendum abrogativo. Per questo, insieme al quesito abrogativo, le cinque Regioni dovrebbero presentarne anche un altro – in comune – sui livelli essenziali di prestazione. Il M5s, alla guida della Regione Sardegna, propone un accordo addirittura su cinque quesiti: quello originario più quattro parziali, per dare la possibilità ai cittadini, “di esprimere la loro netta contrarietà a tutti i punti significativi dello Spacca Italia”. La partita, insomma, è appena iniziata: il fronte contrario all’autonomia differenziata e’ pronto a fare quadrato sulle ragioni del no.