“Basilicata Casa Comune” critica gli apparati di potere e sottolinea la necessità di un cambiamento

Il coordinatore politico del movimento, Lindo Monaco enfatizza la necessità di affrontare la fragilità regionale e sfida l’approccio conservatore del Centrodestra

Lindo Monaco, Coordinatore politico del movimento “Basilicata Casa Comune”, ha rilasciato una dichiarazione critica nei confronti degli apparati di potere in Basilicata. Nella sua nota stampa, Monaco ha evidenziato come in situazioni di potenziale cambiamento, spesso si elevino barriere da parte delle istituzioni dominanti.

Rimarcando la situazione in Basilicata, Monaco ha affermato che la resistenza al cambiamento non è causata dalla paura di un nome, ma piuttosto dalla paura di un cambiamento di paradigma. Ha criticato il pensiero elitario di chi ritiene di vivere in una democrazia dove alcuni sono “più uguali degli altri”, dove prima di rivolgersi agli elettori è necessario ottenere l’approvazione di una ristretta cerchia di potenti.

Monaco ha sottolineato che la proposta di cambiamento di “Basilicata Casa Comune” parte dalla gente comune, piuttosto che dagli apparati di potere. Ha espresso preoccupazione per la fragilità della regione, che, a suo dire, è palpabile in ogni ambito e non necessita di dati o report per essere compresa.

Infine, ha criticato l’attuale governo guidato da Bardi e il Centrodestra, accusandoli di aver trascurato i problemi della regione e di aver mantenuto lo status quo per interesse personale, piuttosto che per il bene della comunità lucana.

La nota integrale

Quando all’orizzonte si profila il cambiamento alto si alza il muro degli apparati di potere.
La Basilicata dimostra come purtroppo questo detto sia vero.
Ciò che spaventa non è un nome ma ciò che rappresenta: il cambiamento di paradigma.
Forse qualcuno pensava di essere in una democrazia in cui qualcuno fosse “più uguale degli altri”, in cui prima di chiedere la fiducia agli elettori fosse necessario chiedere il permesso a pochi potenti.
Il nostro cambiamento parte da qui.
Parte, dunque, non dagli apparati di potere ma dalla gente comune quella gente che, in queste ore, avverte che più importanti delle logiche dei potentati sia intervenire sulla fragilità della nostra Regione.
Una fragilità che si “tocca” e si “respira” ovunque e di cui non è nemmeno più necessario che ce ne parlino i dati o i report.
Per tenere i lucani come sudditi bastava, semplicemente, girarsi dall’altra parte e lasciare le cose come stanno continuando ad accontentarsi di Bardi e del Centrodestra e dunque anche di questa diffusa fragilità.