Regione Basilicata, sì in II CCP a Pdl Vizziello su diagnosi pre-impianto (PGT)

L’organismo, presieduto da Braia (IV) ha licenziato all’unanimità dei consiglieri presenti la proposta di legge che passa ora all’esame dell’Aula

La seconda Commissione consiliare, presieduta da Luca Braia (IV), ha licenziato all’unanimità dei consiglieri presenti la proposta di legge “Misure dirette a garantire le prestazioni sanitarie di diagnosi preimpianto (PGT)” di iniziativa del consigliere Vizziello (BO).
“La proposta – ha detto il presidente Braia rivolgendosi ai commissari, prima di dare la parola al proponente per l’illustrazione – è stata licenziata stamane dalla Commissione di merito, la quarta, per cui la porto alla vostra attenzione per l’esame e la votazione”.
“Uno strumento legislativo – ha sottolineato Vizziello – che risponde all’esigenza di salvaguardare la salute della donna, sotto un duplice aspetto, quello fisico e quello psicologico, dai danni derivanti da una esperienza traumatica come l’aborto, anche reiterato, consentendole di acquisire ‘prima’ eventuali informazioni riguardanti anomalie del feto che le permetterebbe di evitare di assumere solo ‘dopo’ una decisione (quella appunto relativa all’aborto terapeutico) notevolmente pregiudizievole per la sua salute”.
“La diagnosi pre-impianto – ha precisato il consigliere – è una tecnica innovativa di diagnosi precoce delle malattie genetiche che consente alle coppie ad elevato rischio genetico di evitare il trasferimento di embrioni affetti dalla patologia genetica ereditaria di cui sono portatori uno o entrambi i genitori, assicurando così la procreazione di figli esenti dalla malattia genetica scoperta con la procedura diagnostica pre-impianto ed evitando il trasferimento di embrioni affetti da patologie genetiche e quindi aborti sia spontanei sia terapeutici”.
Vizziello si è poi soffermato su un aspetto riguardante la non presenza, ad oggi, della diagnosi pre-impianto nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), “aspetto che obbliga le coppie che la richiedono ad eseguirla con oneri a proprio carico e questo rappresenta un limite rilevante alla effettività del diritto alla diagnosi pre-impianto sancito da dalla pronuncia della Corte Costituzionale”. Ai lavori erano presenti, oltre al presidente Braia, i consiglieri Bellettieri, Giorgetti, Perrino, Coviello, Vizziello e Cifarelli.