Dal Consiglio regionale di Basilicata, un passo avanti per il diritto all’oblio oncologico

Cinque consiglieri regionali propongono una legge per eliminare le discriminazioni post-oncologiche nei servizi bancari, assicurativi e nelle adozioni

POTENZA – Il 12 giugno 2023, una proposta di legge per il riconoscimento del diritto all’oblio oncologico è stata presentata in Basilicata da cinque consiglieri regionali. La proposta è firmata da Mario Polese e Luca Braia di Italia Viva, Dina Sileo e Gino Giorgetti del Gruppo misto, e Vincenzo Baldassarre di Idea – Italia al centro.

L’iniziativa regionale mira a sostenere una proposta parlamentare nazionale già esistente, con l’obiettivo di stimolare il dibattito pubblico e di rafforzare la proposta di legge in Parlamento. In particolare, la proposta affronta il diritto di coloro che sono stati affetti da patologie oncologiche a non subire discriminazioni a causa del loro stato di salute post-guarigione, soprattutto in termini di accesso ai servizi bancari e assicurativi e alle procedure di adozione.

I proponenti della legge sottolineano l’urgenza di affrontare le pratiche contrattuali attuali, che prevedono la possibilità di condurre indagini sulla salute dei contraenti e dei richiedenti, spesso comportando l’applicazione di oneri supplementari rispetto a quelli ordinariamente previsti. Queste indagini influenzano inoltre la valutazione del rischio e la solvibilità del consumatore. I cinque consiglieri richiedono quindi l’introduzione di misure legislative specifiche per superare queste indagini sulla storia clinica dopo un determinato periodo di tempo dalla guarigione.

La proposta si allinea alla risoluzione del Parlamento europeo del 16 febbraio 2022, che chiede che entro il 2025 tutti gli Stati membri garantiscano il diritto all’oblio a tutti i pazienti europei dopo 10 anni dalla fine del trattamento, e fino a 5 anni dopo la fine del trattamento per i pazienti diagnosticati prima dei 18 anni di età.

La proposta regionale si allinea inoltre alle campagne di sensibilizzazione sul tema sostenute da fondazioni e associazioni come AIOM, AIL, SIE, AIEOP, IncontraDonna, aBRACadabra e APAIM.

I cinque consiglieri regionali concludono sottolineando l’importanza di questa proposta per il processo nazionale di civiltà e parità dei diritti, soprattutto per coloro che hanno sofferto a causa della malattia e che ora desiderano guardare al futuro con serenità. Inoltre, annunciano una specifica mozione da presentare in Consiglio regionale per impegnare il Governo regionale a mettere in campo tutte le azioni utili a rafforzare la proposta di legge.