Martedì torna a riunirsi il consiglio regionale di Basilicata

Dopo l’abbandono della maggioranza degli ex leghisti Vizziello e Zullino, bisognerà vedere se Italia viva sosterrà ancora l’esecutivo lucano

È stato convocato il consiglio regionale della Basilicata, il primo dopo la dichiarazione dei due consiglieri Massimo Zullino e Giovanni Vizziello di lasciare la maggioranza e il loro partito, la Lega.

Informazione che non ha stupito considerato che ormai erano mesi che i due ex uomini del Carroccio vivevano l’esperienza di governo da separati in casa con il resto dei partiti della maggioranza e con la stessa area interna della Lega, tanto da guadagnarsi i gradi di “dissidenti”.

Una notizia che comunque va a produrre ripercussioni sulla già fragile stabilità del governo regionale di centrodestra, alle prese da mesi con la questione numerica, circostanza ulteriormente peggiorata dopo che i due consiglieri Rocco Leone e Francesco Piro, non possono sedere temporaneamente tra gli scranni di viale Verrastro perché coinvolti nell’inchiesta giudiziaria della Dda di Potenza su politica e sanità e ancora sottoposti a misure cautelari che gli vietano di andare nel capoluogo di regione lucano per partecipare alle sedute consiliari.

Fino ad ora la cronaca politica ci racconta che in soccorso della maggioranza sono arrivati i due renziani Luca Braia e Mario Polese. Infatti, se circa un mese fa fu proprio Braia a leggere in qualità di portavoce dell’opposizione un documento con il quale decidevano di abbandonare l’aula non votando la surroga del consigliere Bellettieri al posto del dimissionario Cupparo, una settimana i renziani decisero di votare per la surroga, presentando poi una mozione di sfiducia nei confronti di Bardi per poi, nella scorsa seduta, votare in favore dei provvedimenti della maggioranza. Una sorta di schizofrenia amministrativa i cui effetti non ricadranno sulla prossima seduta perché all’ordine del giorno c’è solo l’attività ispettiva, ovvero le diverse interrogazioni presentate dai singoli consiglieri, una seduta dunque che può andare avanti senza bisogno del numero legale, salvo che qualcuno non presenti una mozione, circostanza al momento non paventata, ma che nell’ipotesi in cui dovesse realizzarsi, ci mostrerà se effettivamente la maggioranza potrà contare sull’appoggio permanete di Italia viva e provare così a portare a termine una complessa legislatura.