Cassano passa in Azione: il dg Arpal abbandona Emiliano e aderisce al terzo polo

Prosegue il valzer delle candidature in Puglia in vista delle elezioni del 25 settembre. A sollevare ulteriori polemiche nel centrosinistra e’ stato il cambio casacca di Massimo Cassano. Cassano, attuale direttore generale dell’Arpal Puglia, ex senatore Pdl ed ex sottosegretario al Lavoro nei governi Renzi e Gentiloni, ha aderito ad Azione di Carlo Calenda. “Da oggi in poi – ha annunciato Cassano – metto a disposizione di Azione la mia esperienza e la rete di amministratori. Sono di questo convinto e ovviamente tutte le mie scelte politiche sono conseguenti e conformi alle iniziative e alle posizioni che Carlo Calenda assumerà nel panorama nazionale e regionale a cominciare dalla mia collocazione all’opposizione del governo regionale”. Il passaggio nel partito di Carlo Calenda sarebbe il preludio alla candidatura come numero due nel proporzionale Camera di Bari per il Terzo polo (capolista Mara Carfagna, garante dell’operazione politica).

“Si arricchisce il curriculum di Massimo Cassano, al secolo direttore generale di Arpal e provvidenziale autore di coincidenze assunzionali. Amico di Emiliano e emblema del suo sistema di potere, spalleggiato anche dal centrodestra contro la nostra legge per la sua decadenza e candidato di Azione nel Terzo polo. Uno e trino. Povera la nostra Puglia”, il commento del Consigliere regionale del Pd, Fabiano Amati. “Non c’è più tempo da perdere. C’è un sistema trasversale e di rapporti politici e personali che in Puglia descrive un sistema di potere che va abbattuto. Se sino a ieri avevo qualche dubbio di timidezza – conclude Amati -, oggi non ho più remore”.

Sulla polemica non poteva mancare il tweet del leader di Azione Carlo Calenda: “Questa roba non si può sentire – ha scritto Calenda commentando le voci che lo vedrebbero protagonista di un patto con il presidente pugliese Michele Emiliano per le candidature del Terzo Polo – . Considero Emiliano – prosegue Calenda – il peggior governatore di regione in Italia. Se non vi piace un candidato scrivetelo, ma palle del genere anche no”.