Basilicata: segretario Pd, la maggioranza non esiste più

“La mozione di sfiducia, sottoscritta da Pd e M5s e votata dal centrosinistra finalmente unito, ha fatto emergere tutte le contraddizioni della ex maggioranza Bardi dove in molti si sono accorti di aver sbagliato il partito più che l’ideologia. Perché parlare di ideologia sarebbe sbagliato per una maggioranza che si tiene unita solo dal ‘tirare a campare’ e non da un’idea, da un sogno o da una Basilicata da costruire”: lo ha detto il segretario regionale della Basilicata del Pd, Raffaele La Regina, commentando quanto avvenuto ieri sera in consiglio regionale, che ha respinto la mozione di sfiducia a Bardi. “Il Presidente, di nuovo spalle al muro – ha aggiunto – ha dovuto accettare le imposizioni di Fratelli d’Italia. Il partito di Giorgia Meloni è passato dalla dichiarazione del sabato dove annunciava di voler votare la sfiducia alla protezione del Presidente da quello che è stato definito ‘un assalto’ condito con la solita retorica del ‘prima tutto male’. Il neoacquisto di FdI, Rocco Leone, è passato dalle ingiurie al Presidente Bardi alle scuse commosse, fino al voto contrario alla sfiducia. Come si cambia per non morire. La Lega Nord passa dall’aver causato la crisi politica al chiedere responsabilità. Qualcuno dovrà spiegarci l’assenza di Zullino e Vizziello e l’abbandono del partito da parte di Dina Sileo. Forza Italia di fatto non esiste più in consiglio, con Piro che minaccia la sfiducia nei singoli provvedimenti ed il Presidente Bardi che sembra fare le parti unicamente di Lega e di FdI e non del partito che lo ha candidato. Non si può sorvolare rispetto al riferimento esplicito a Giorgio Almirante da parte di alcuni. Una vergogna assoluta sentire richiami del genere nelle istituzioni che sono antifasciste per natura. Anche questa volta il Presidente Bardi non riesce a spiegarci cosa è stato fatto in questi tre anni, su quali temi questa nuova giunta ha deciso di concentrarsi. Tutto questo mentre la Basilicata è in agitazione: penso alle piazze degli agricoltori che non hanno avuto risposte, ai sindacati che minacciano lo sciopero per le numerose e ripetute crisi aziendali ripetutamente ignorate, per le questioni energetiche ed il caro bollette. La mozione di sfiducia è stata respinta con dieci voti contrari, otto favorevoli e tre assenti misteriosi. La maggioranza non esiste più, se ne prenda atto, specialmente dato il momento storico che viviamo dove occorre una guida sicura e coerente. Tutto questo è giusto spiegarlo alle persone. Devono capire bene – ha concluso – quello che sta succedendo in via Verrastro”.