Bardi Bis, piovono le critiche dopo l’ultimo consiglio regionale: M5S e PD verso la sfiducia

Dopo il regolamento di conti andato in scena nel Consiglio regionale della Basilicata di martedì che ha tenuto a battesimo il Bardi bis, molti consiglieri non solo dell’opposizione, hanno dato fuoco alla polveriera. La parola ricorrente, tanto nei commenti degli ex assessori Rosa e Leone che nei gruppi dell’opposizione, dal PD al M5S è “fallimento”.

Per l’ex assessore Gianni Rosa ad esempio, il governatore ha liquidato la crisi politica “in quattro parole” semplicemente nascondendola sotto il tappeto. “In concreto, quale sia la motivazione politica” della rimozione degli assessori “non è dato sapere. Che non lo sappiano i rimossi è cosa grave, che non lo sappiano i cittadini è gravissimo, e lui ieri non lo ha spiegato”.

Per l’ex assessore all’ambiente poi il “rinnovamento dell’azione amministrativa” non è altro che “una barzelletta poco credibile”.

Sempre dalla maggioranza si è levata la voce del leghista Massimo Zullino il quale ha detto di non comprendere ancora “lo strappo consumato dal Presidente della Regione nei confronti di un partito della coalizione, anche perchè” ha aggiunto in una nota “non riesco ad immaginare un’altra maggioranza. I lucani” ha sottolineato Zullino “ci hanno premiato come coalizione e non sarebbe corretto umanamente e politicamente prenderli in giro. A volte chiedere scusa e dire di avere sbagliato non è segno di debolezza” ha concluso.

Preparano le carte invece i consiglieri pentastellati Carlucci, Leggieri e Perrino che in una nota congiunta dicono di non vedere l’ora di riunirsi in una prossima seduta consiliare allo scopo di sfiduciare Bardi. Al momento, il PD è l’unico gruppo di minoranza disponibile alla sottoscrizione della mozione.

E infatti il segretario dem La Regina aggiunge a stretto giro, prima con un messaggio su Facebook, poi con una nota ufficiale su carta intestata del partito: “se il Presidente della Giunta regionale, Vito Bardi, non ha i numeri – come risulta del tutto evidente – restituisca la parola ai lucani”.

Critici – ma in modo più soft – anche gli esponenti di Italia Viva, i quali pur essendo pronti “a rimettere ogni decisione agli elettori”, non escludono la possibilità di “un governo tecnico di salute pubblica, esterno ai partiti politici e con un chiaro e definito cronoprogramma di attuazione”.

Severo invece il giudizio sull’accaduto da Articolo Uno, che con una nota del segretario regionale Carlo Rutigliano afferma: “se una maggioranza esiste si palesi e sopratutto governi, diversamente si ridia rapidamente la parola ai cittadini”.

Dal senatore del PD, Margiotta arriva un appello alle forze del centro-sinistra: “Sarebbe cosa buona e giusta se in virtù del risultato elettorale del 2019, chiedessero, unite e compatte, di tornare alle urne. Le coalizioni vincenti si costruiscono (anche) così”.