Quirinale: Draghi al colle è l’ipotesi più accreditata. I giochi però non sono chiusi. La decisione passa anche per la politica

Votare principalmente scheda bianca per prendere tempo. Un disarmo reciproco per poter decidere con più ponderatezza un nome che metta d’accordo tutte le forze politiche. Sembra questa la sintesi della prima giornata per l’elezione del Presidente della Repubblica, mentre proseguono gli incontri tra i leader di partito e coalizione per arrivare ad una intesa sul nome che sia il più unitario possibile.

Tanta strategia, com’era facile immaginare. In ballo questa volta potrebbe esserci non soltanto il nome del presidente della Repubblica, ma anche quello del presidente del Consiglio dei Ministri, visto che se Mario Draghi volasse verso il colle, Palazzo Chigi rimarrebbe con una poltrona vuota, con tutte le variabili e gli equilibri politici di Governo che ne potrebbero derivare. Circola fortemente il nome di Mario Draghi alla presidenza della Repubblica, e lui, pare, desidererebbe molto il ruolo, ma la partita non sembrerebbe completamente chiusa: rimane una decisione che deve necessariamente passare per la politica. Sul fronte delle operazioni.

Il voto, è cominciato alle 15,00 con i senatori a vita, per poi passare ai deputati e i delegati delle regioni, in tutto 1.008 persone. Sul profilo tecnico, ricordiamo, le prime tre votazioni prevedono l’elezione a maggioranza di due terzi dei componenti, quindi occorrono 672 voti. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta.