Centrodestra pugliese, Tammacco e Pagliaro accusano: “Decide tutto Roma”

Scosse di assestamento nella politica pugliese. In Regione la maggioranza perde pezzi e l’opposizione deve fare i conti con nuovi equilibri, ancora in via di definizione.
La seduta di ieri del Consiglio regionale, se da un lato ha ratificato la sostituzione di due consiglieri di maggioranza con due di minoranza, dall’altro ha aperto una plateale crepa politica nell’opposizione, seguita alla scelta del proprio delegato per l’elezione del Presidente della Repubblica.
Ma andiamo con ordine.
L’ingresso in Consiglio di Vito De Palma (Forza Italia) e Antonio Paolo Scalera (La Puglia Domani) al posto di Peppino Longo (CON) e Mario Pendinelli (Popolari con Emiliano), sulla base di una sentenza del Tar Puglia per ora avallata dal Consiglio di Stato, ha dato nuovo entusiasmo al centrodestra. “Dopo circa 1 anno e 4 mesi dalle elezioni – ha scritto in una nota Raffaele Fitto – finalmente la Regione Puglia ha un Consiglio numericamente legittimo, con una maggioranza a 27 consiglieri e non a 29. Spiace che siano stati ancora una volta i giudici a fare chiarezza e non la politica. Buon lavoro a Scalera e De Palma”.
Più forza all’opposizione, dunque, a livello numerico. Una iniezione di entusiasmo arrivata però nel giorno in cui la scelta del delegato di minoranza per l’elezione del Presidente della Repubblica ha certificato una distanza, da quantificare nei prossimi giorni.
Le riunioni di coalizione precedenti al voto in aula non erano riuscite a dipanare la matassa tra Fratelli d’Italia e Lega per la scelta del terzo “grande elettore”, con i primi che sponsorizzavano il vicepresidente del Consiglio regionale, Giannicola De Leonardis, mentre il gruppo del Carroccio puntava su Paolo Pagliaro, capogruppo de La Puglia Domani.
La scelta di ieri in aula di De Leonardis su Pagliaro ha scatenato le ire del consigliere Saverio Tammacco (Misto), che prima si è dissociato dal resto della minoranza nelle dichiarazioni di voto, poi, a urne chiuse, ha tuonato in una nota: “Finiamola con la farsa dell’unità della minoranza, ognuno per la sua strada. La mia sono i territori, indipendentemente da destra o sinistra”. Ed ancora: “Finiamola con i ruoli calati dall’alto” e con “l’ingerenza addirittura di segretari di partito a legittimare e sigillare scelte di comodo”.
A rincarare la dose, entrando più nel dettaglio della vicenda, proprio Paolo Pagliaro, de La Puglia Domani: “Nella scelta dei grandi elettori per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica ha deciso Roma: c’è stata un’intesa tra i partiti nazionali che ha assegnato la rappresentanza della Puglia a Fratelli d’Italia e quella della Toscana alla Lega. Ne ho preso atto, senza polemica e senza giochetti che non mi appartengono, e ho deciso di fare un passo indietro sostenendo il collega di FdI. Resta l’amarezza per un accordo di spartizione calato dall’alto all’ultimo momento, praticamente alla vigilia del voto, senza tener conto degli equilibri messi in piedi a fatica, per convergere su un candidato autorevole che potesse rappresentare tutto il centrodestra pugliese nella partita dell’elezione del nuovo capo dello Stato.
Il centrodestra – ha aggiunto Pagliaro – continua ad ignorare il civismo, il movimentismo e i suoi esponenti, arroccandosi nel fortino assediato che porta alle sconfitte ovunque, a livello nazionale, regionale, provinciale e nei singoli Comuni. La linea dell’arroganza politica ancora una volta mortifica i territori e il valore delle sue risorse umane”.