Bradanica, Apertura viadotto Santo Stefano. De Ruggieri: “Miracolo” a Matera

Di seguito la nota integrale dell’ex Sindaco del Comune di Matera, Raffaello De Ruggieri.

Domani assisteremo ad un avvenimento miracoloso: l’apertura al transito del viadotto Santo Stefano, lungo meno di 200 metri, con cui si chiude l’immorale interruzione dell’asse strategico Bradanico.
Per la costruzione del viadotto Genova – San Giorgio ci sono voluti meno di due anni, per il breve ponte del Materano ci sono voluti oltre venti anni!
Mentre si parla di sviluppo e di progresso per un Sud in affanno come si possono giustificare tempi realizzativi così lunghi, tali da annientare ogni tensione di ottimismo e di futuro?
La Strada Statale Bradanica fu individuata come asse strategico della Basilicata in un lontano convegno organizzato da Arcangelo Annunziata, allora presidente della Camera di Commercio. Era il 1962. Sono passati sessant’anni e domani finalmente si chiude un ciclo, un ciclo testimoniante la fragilità prospettica di un territorio a cui è vietata la crescita.
L’ANAS deve cospargersi il capo di cenere per tali inconfessabili ritardi, anche se in compagnia di una Regione che non ha mai ritenuta prioritaria tale strada nella economia lucana, malgrado collegasse Melfi a Metaponto e con ciò le due grandi aree irrigue della Basilicata: l’alto Bradano ed il Metapontino.
La città di Matera ha pazientato. Ma ora si impone un’azione violenta ed energica perché con le risorse del PNRR non è più possibile trovare giustificazioni nella mancanza di risorse, ed in ciò l’Assessore Merra deve continuare la sua impegnata opera.
Oggi i soldi ci sono e sono rilevanti, per cui, per ripagare i denunciati spaventosi ritardi, Ministero, Regione, Comune, Anas e RFI devono impegnarsi perché, entro i termini perentori concessi dall’Unione Europea, il raccordo ferroviario La Martella – Gioia del Colle e la essenziale trasversale Murgia-Pollino siano progettati, finanziati e realizzati.
Diversamente è inutile esprimere tristi lamentazioni per lo spopolamento della regione e per la sua decrescita economica.
Ora o mai più