Consiglio regionale di Basilicata: al centro l’intesa tra Regione, Eni e Shell

L’ipotesi di intesa tra governo regionale lucano, Eni e Shell è al centro del consiglio regionale di oggi. Un’intesa che così com’è non piace ai sindacati, e dalla quale dipende il futuro della Basilicata. A chiedere chiarezza, la Cgil: “Nell’intesa – dichiara il segretario generale, Summa – non ci sono risorse adeguate per le compensazioni ambientali, e non c’è traccia di investimenti da parte di Eni nelle energie alternative. Un’intesa che soprattutto vede il totale disimpegno nella transizione energetica”. Sottolinea poi la mancanza di un confronto con i sindaci del territorio, il sindacato: “Siamo di fronte a un passaggio storico e non può essere trattato in maniera verticistica”, evidenzia Summa. E se Eni ha dichiarato che uscirà dal fossile nel 2040, serve intanto “un serio impegno ambientale da parte delle compagnie e ciò significa rivedere e potenziare ruolo e funzioni dell’Arpab, rendendolo un soggetto realmente indipendente e con le giuste competenze per fare sorveglianza ambientale. Occorre infine un disciplinare regionale che costringa le compagnie ad adottare le migliori tecnologie possibili nelle attività estrattive. Senza questo – conclude la Cgil – si rischia di ridurre tutto a una negoziazione”. In discussione, ancora, sei atti sulla Richiesta di referendum abrogativo e all’esame di alcune proposte di legge, sulle “Nuove disposizioni in materia sanitaria”; sulla ”Istituzione del servizio di psicologia scolastica”; sulla “Modifica alla legge regionale per la protezione dei boschi dagli incendi”; sugli “Interventi a sostegno dei coniugi separati o divorziati in situazione di difficoltà”; sulle “Norme in materia di tutela delle persone affette da sindrome dello spettro autistico e disturbi pervasivi dello sviluppo”. E, in discussione, il disegno di legge sulle “Norme per la prevenzione e la limitazione delle emissioni odorigene”.