Giunta regionale Puglia, la parità di genere è lontana. E le donne del Pd attaccano Emiliano

Solo due (forse tre) le figure femminili nella squadra del Presidente “nonostante la disponibilità di tante che avrebbero potuto fornire un contributo importante”

Una promessa rimasta, di nuovo, sulla carta. All’indomani della vittoria nelle elezioni regionali dello scorso settembre Michele Emiliano annunciò con enfasi che la sua giunta sarebbe stata composta da cinque uomini e cinque donne. Non che la maggioranza fosse riuscita a raggiungere la parità di genere tra gli eletti come sbandierato in campagna elettorale, ma la presenza di cinque donne, poi ridotte a quattro dalle decisioni della Corte d’Appello di Bari, aveva fatto ben sperare. Ma a conti fatti le decisioni del Presidente sono state diverse, o meglio identiche alle precedenti: sette uomini già nominati insieme a due donne, di cui una esterna, e il decimo posto che sarà, secondo quanto dice Emiliano, comunque assegnato a una figura femminile, probabilmente Rosa Barone dei Cinque Stelle se il Movimento deciderà di aprire alla maggioranza. Dei due posti da assessore esterno, che potevano essere decisivi per il riequilibrio della parità, uno è stato in ogni caso destinato a un uomo, pur di peso come l’ex ministro dei Beni Culturali Bray. E del resto, la giustificazione di Emiliano secondo cui l’esclusione di una donna dalla sua maggioranza lo avrebbe costretto a questa scelta non regge alla prova dei numeri, tanto che gli attacchi arrivano direttamente dal Pd attraverso la conferenza delle Donne democratiche pugliesi coordinata da Antonella Vincenti. “Auguriamo buon lavoro alla squadra di governo che guiderà la Puglia nei prossimi cinque anni. Il presidente Emiliano ha ultimato la sua scelta dei profili che lo affiancheranno in questo mandato. Spiace constatare che, a fronte della presenza nel campo del centrosinistra di tante donne elette e non elette che avrebbero potuto offrire un contributo importante, è venuto meno l’impegno a realizzare una Giunta improntata al principio dell’equilibrio di genere. Purtroppo questo conferma che siamo ancora lontani dall’affermazione di una democrazia paritaria: sarà nondimeno nostro impegno continuare a lottare perché siano concretamente perseguite politiche a sostegno dell’autonomia, del benessere e del protagonismo delle donne”. Una presa di posizione importante, in attesa che anche qualche uomo inizi a impegnarsi perché la parità di genere venga realmente rispettata in ogni campo.