Regionali Puglia, il giallo del premio di maggioranza non riconosciuto (per adesso) dal Viminale

La legge elettorale prevede 30 consiglieri se la coalizione vincente supera il 40%. Ma il sito del Ministero ne riporta 27. E Senso Civico fa ricorso

Ognuno ha le sue regole, e in competizioni elettorali come quelle regionali questo può generare pasticci poi difficili da sbrogliare. In base alla legge pugliese, la coalizione vincente nelle elezioni regionali se supera il 40% dei consensi ha diritto a un premio di maggioranza che le conferisce 29 consiglieri eletti più il presidente. Eppure chi in queste ore ha consultato il sito del Ministero dell’Interno ha potuto notare come il sistema abbia attribuito 27 seggi al centrosinistra vincitore delle elezioni con Michele Emiliano, 17 al centrodestra e cinque al Movimento Cinque Stelle. Una discrepanza che ha lasciato senza seggi, per adesso, la lista Senso Civico per la Puglia, che superando la soglia del 4% avrebbe invece diritto a partecipare alla ripartizione dei consiglieri. Per questo i responsabili della lista hanno immediatamente contattato il Viminale per comprendere le ragioni dell’esclusione, pronti a fare ricorso. Della lista fanno parte tra l’altro gli assessori uscenti Alfonsino Pisicchio e Mino Borraccino, oltre a Ernesto Abaterusso che ha riportato un ottimo risultato nel Leccese. Una situazione certamente particolare, che sarà al centro nelle prossime ore di una querelle che ricorda purtroppo altri casi nelle scorse legislature che hanno portato a esordi travagliati per i consigli regionali pugliesi. Senza contare che le opposizioni, che si vedrebbero sottrarre due seggi, hanno già provveduto a comunicare e festeggiare per i loro eletti che in un paio di casi potrebbero rimanere a bocca asciutta.