Caso DDL Zan al Comune di Potenza: reazioni in Consiglio

A Potenza, caso politico nazionale dopo le parole del capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio comunale, Michele Napoli durante il dibattito su una mozione contro la legge Zan, ovvero la legge contro l’omotransfobia. Accuse dalle opposizioni, mentre il sindaco Guarente prende le distanze da Napoli e difende la posizione della maggioranza.

Sono diventate un caso politico nazionale le parole del capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale a Potenza, Michele Napoli, rilasciate durante il dibattito che ha poi visto approvare una mozione della maggioranza di centrodestra contro il DDL Zan, che si pone l’obiettivo di difendere le aggressioni fisiche e verbali a sfondo omofobo. “Mi scuso – ha poi dichiarato Napoli all’agenzia ANSA – per aver espresso male alcuni concetti e mi dispiace se le mie parole hanno offeso qualcuno” con riferimento alla difesa e centralità della famiglia naturale.

In Consiglio, duro il commento a margine del voto contrario arrivato dalle opposizioni: Falconeri del Movimento 5 Stelle ha chiesto il ritiro della mozione definita “fortemente ideologica e oscurantista”. Astenuta La Basilicata Possibile, sconcerto invece degli 8 consiglieri di centrosinistra che hanno parlato di regressione culturale e pessima immagine per la città a poche ore dall’uccisione di Maria Paola Gaglione, giovane donna ammazzata dal fratello per una relazione con un ragazzo transessuale.

Mentre su social è bagarre dalle associazioni e organismi a difesa dei diritti civili, il sindaco Guarente ha rappresentato la posizione di Lega, Potenza civica e Civica per la Città: L’amore non è mai contro natura – ha replicato – distanti dalle parole di Napoli ma il DDL Zan criminalizza la manifestazione pubblica della morale sessuale cattolica.