Doppia preferenza Puglia: M5S chiede nuova seduta del Consiglio, Pd pronti a votare anche domani

Pd: “ Il centrodestra ha alzato le barricate dell’ostruzionismo, impedendo l’approvazione della riforma della legge elettorale della Regione Puglia”

Una questione che continua a scuotere la politica. Sulla doppia preferenza tornano ad esprimersi i rappresentanti dei vari partiti. “Il Governo ha dato l’ennesimo ultimatum alla Regione, che purtroppo continua a finire sulle cronache nazionali solo per i danni fatti: – scrivono in una nota i consiglieri regionali del M5S – auspichiamo ora un maggior senso di responsabilità da chi ha presentato 2000 emendamenti pur di non far passare il provvedimento e da chi ha preferito fuggire dall’aula invece di arrivare in fondo alla votazione. Aspettiamo la convocazione della nuova seduta del Consiglio Regionale, augurandoci che la poltrona di Lopalco non valga più delle donne pugliesi.” “Tutti a ergersi paladini delle donne, – continuano i consiglieri pentastellati – quando hanno affossato il disegno di legge perché hanno paura delle donne in politica. Dopo 5 anni di una legislatura fallimentare i pugliesi non meritano anche questo”. Il Partito Democratico si dice pronto a votare anche domani la riforma della legge elettorale che prevede doppia preferenza di genere e obbligo di rispettare la proporzione 60/40 tra i generi nella composizione della lista. Lo affermano in una nota il presidente del gruppo Pd nel Consiglio regionale della Puglia, Paolo Campo e il segretario regionale del Pd, il deputato Marco Lacarra. I rappresentanti del Pd evidenziano che “il centrodestra ha alzato le barricate dell’ostruzionismo, impedendo l’approvazione della riforma della legge elettorale della Regione Puglia”. Per Campo e Lacarra approvando questa norma si ha l’opportunità di adeguare compiutamente, magari all’unanimità, la legge elettorale regionale ai dettami previsti dal legislatore nazionale. “Questo – concludono – è il punto su cui misureremo l’effettiva disponibilità ad approvare la norma che facilita l’accesso delle donne al Consiglio regionale. Il resto è ingannevole propaganda e retorica ipocrita”.