Regione Puglia, il voto segreto affossa le assunzioni nelle agenzie volute dalla Giunta

Stop al piano di Emiliano e Massimo Cassano per i dipendenti interinali in Arpal

Diventa un caso la bocciatura con voto segreto in Consiglio regionale pugliese delle assunzioni interinali nelle agenzie regionali che tanto erano volute dalla Giunta. 

Uno stop inatteso, e un segnale mandato a Michele Emiliano dalla sua maggioranza in Consiglio regionale in piena campagna elettorale. L’emendamento al disegno di legge omnibus presentato in aula, a firma dell’ex assessore all’Agricoltura Leonardo Di Gioia e subemendata dal consigliere FdI Francesco Ventola, per bloccare le assunzioni interinali nelle agenzie regionali ad eccezione della Protezione Civile e dell’Arif, approvato con 32 voti favorevoli a scrutinio segreto con il parere contrario del Governo regionale, rappresenta una crepa importante in una fase cruciale, che fa gridare l’opposizione alla vittoria. “Una battaglia di igiene e decoro politico, prima ancora che di legalità e di etica”, scrivono i consiglieri FdI in una nota. “L’abbiamo vinta nella massima sede istituzionale, l’aula consiliare, più volte derisa e mortificata dall’arroganza e dalla superbia di chi ha agito nel disprezzo della legge seguendo tornaconti personali; e dove oggi a maggioranza è stato approvato in apertura di seduta il nostro sub-emendamento che prevede la sospensione fino al 30 settembre prossimo (quindi ad elezioni regionali avvenute) di tutte le assunzioni di personale a tempo determinato nell’ambito delle Agenzie Regionali, reclutato attraverso agenzie interinali. Non sarà quindi possibile, per il presidente Michele Emiliano e per il leader di Puglia Popolare Massimo Cassano, commissario straordinario dell’Arpal, continuare a fare campagna elettorale ricorrendo all’ingresso di 236 unità lavorative attraverso il servizio di somministrazione di lavoratori a tempo determinato, attratte dallo specchietto per le allodole di sei mesi di lavoro in un’Agenzia nata per garantire risposte vere contro la precarietà nel mondo del lavoro, e stravolta da una politica spregiudicata al punto da creare imbarazzo anche tra gli stessi colleghi consiglieri della maggioranza. I quali hanno espresso il loro voto disattendendo gli ordini di scuderia e lanciando l’ennesimo, chiaro messaggio di insofferenza rispetto a metodi, stili e scelte sempre più imbarazzanti e insopportabili.