Regionali Puglia, il centrosinistra in difficoltà prova a trovare l’assetto

Dopo la discesa in campo dei leader nazionali Salvini, Meloni e Tajani la maggioranza di Emiliano prova a fare sintesi in vista di tre mesi di campagna elettorale di fuoco

 

Sarà anche come dice lui che non ha tempo di fare campagna elettorale perché deve lavorare per la Regione, ma senza dubbio Michele Emiliano se vuole evitare la disfatta nei prossimi mesi dovrà sudare parecchio per essere riconfermato. Sondaggi a parte, sulla cui attendibilità a tre mesi dalle elezioni ci sarebbe parecchio da discutere, la prova di forza del centrodestra che in quattro giorni ha portato in Puglia tutti e tre i leader nazionali Giorgia meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani a supporto della candidatura di Raffaele Fitto hanno dato un colpo importante alla tenuta e all’immagine di un centrosinistra che, come sottolineano gli avversari, appare al momento estremamente diviso al contrario di un campo conservatore, pur con i dovuti distinguo, compatto intorno all’ex governatore salentino che punta a tornare alla guida della Regione dopo 15 anni.

 

Il fuoco amico, se così si può dire, dei renziani affiancati da +Europa e Azione che hanno candidato Ivan Scalfarotto contro lo stesso Emiliano (e anche per il sottosegretario agli Esteri si preannuncia una campagna elettorale a tappeto in tutta la Puglia) è solo un tassello delle difficoltà che attendono il Presidente uscente, che ha incassato innanzitutto il no da parte del Movimento Cinque Stelle pugliese, uno dei più duri nei confronti del Pd a livello nazionale, che in nessun modo presterà il fianco a un’alleanza con Emiliano. In ultimo, la candidatura del consigliere Mario Conca che soprattutto nell’area murgiana toglierà ulteriori voti a quell’alleanza teorica che governa a livello nazionale e che già lì dimostra negli ultimi giorni evidenti limiti di compattezza. Insomma, per Emiliano un’estate tutta da sudare.