Mattarella per la Festa della Repubblica: inaccettabile dividersi, ora unità morale

“C’è qualcosa che viene prima della politica e che segna il suo limite. Qualcosa che non è disponibile per nessuna maggioranza e per nessuna opposizione: l’unità morale, la condivisione di un unico destino. Un territorio con l’altro. Tutti parte di una stessa storia. Di uno stesso popolo”.

Si celebra così l’anniversario della nascita della Repubblica italiana “stretti tra il dolore per la tragedia che improvvisamente ci è toccato vivere e la volontà di un nuovo inizio”. Il Capo dello Stato nel 74esimo anniversario della Repubblica italiana si è rivolto direttamente agli italiani poco prima di un concerto senza pubblico eseguito dai giardini del Quirinale per ricordare “Come alla nascita della Repubblica, nel 1946, serve oggi un nuovo inizio. Superando divisioni che avevano lacerato il Paese”, insistendo ove mai non fosse stato già abbastanza chiaro.

“Le sofferenze provocate dalla malattia non vanno brandite gli uni contro gli altri” dice e richiama anche al governo affinchè non si perda solo nei problemi della quotidianità.

Prima della cerimonia all’altare della Patria, Mattarella ha inviato il messaggio letto dai prefetti nelle piazze d’Italia “nuove emergenze e incertezze incombono sulle prospettive occupazionali di molti comparti da cui dipendono il benessere e la serenità di intere aree del paese” ha scritto “Rispetto a tali rischi, i Prefetti sono chiamati ad una paziente attività di mediazione sociale e di tessitura e confronto con le altre Autorità locali per definire, in ciascun territorio, efficaci modelli di prevenzione e intervento, adeguati alle specificità dei singoli contesti”.

Il presidente, per dare corpo e peso alle sue parole di invito all’unità, va poi in visita a Codogno, paese simbolo della pandemia e della crisi che sta vivendo la Lombardia.