Il premier Conte riferisce in Parlamento in vista della Fase 2

Come aveva anticipato con una lunga nota su Facebook il premier Conte parla alle Camere guardando sia al prossimo Consiglio europeo – che non sarà risolutivo ma dovrà dare un indirizzo chiaro sugli strumenti per combattere lo shock causato dal Coronavirus – che all’approssimarsi della scadenza del 4 maggio quando occorrerà farsi trovare pronti col programma di progressive riaperture – omogeneo su base nazionale – per riavviare buona parte delle attività produttive e anche commerciali “tenendo sotto controllo la curva del contagio” con un occhio “alla recettività delle strutture ospedaliere delle aeree di riferimento”.

Il programma cui stanno lavorando gli esperti del comitato tecnico scientifico di Brusaferro e quelli dell’ambito socio-economico di Colao, inevitabilmente dovrà tener conto anche delle peculiarità territoriali, come aveva già spiegato il premier facendo l’esempio delle diverse caratteristiche e modalità dei trasporti di regioni come Basilicata e Lombardia. Programma che Conte intende comunicare prima della fine di questa settimana e che preluderà al decreto in arrivo che, come ha spiegato in Senato serviranno non meno di 50 miliardi di euro.

“Questa emergenza incide sulle fasce più fragili, rischia di creare nuove povertà e lacerare un tessuto sociale già provato” le misure sin qui varate anche per le imprese – dice Conte – non sono sufficienti serve prolungarle nel tempo.

Poi si rivolge alle opposizioni che lo contestano rumorosamente e apre al dialogo. Sulle misure europee occorre evitare la divisione in opposte tifoserie, ammonisce il premier prima di definire inaccettabili “a causa della natura di questa crisi” i criteri del fondo salva Stati, una risposta sbagliata dall’Europa sarebbe dannosa per lo stesso progetto comune.

Poi qualche anticipazione per la fase 2 che ci aspetta dal mese prossimo: saranno allentate diverse restrizioni anche se occorrerà convivere col virus mantenendo e facendo rispettare il distanziamento sociale (per il quale sono pure previste modifiche) e l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale almeno fino a quando non ci saranno terapie (e vaccino) efficaci.

Poi una sottolineatura sull’App che servirà a tracciare i contatti di chi deciderà “volontariamente” di utilizzarla: “non sarà un obbligo”.