Il Csx di Basilicata: si fermi intesa tra Regione e Compagnie per il petrolio di Tempa Rossa

E’ quanto chiesto dai consiglieri di minoranza in quota centrosinistra

Dall’ex governatore Pittella accuse sulla sanità: “al San Carlo, falso spot sulle liste d’attesa”.

A poche ore dalla firma dell’intesa in tema petrolio per estrarre a Tempa Rossa, tra il governo Bardi e le multinazionali Total, Shell e Mitsui Italia, netta la posizione critica espressa dai consiglieri regionali in quota minoranza di centrosinistra, Cifarelli e Pittella del Partito Democratico, Braia e Polese di Italia Viva, Trerotola di Prospettive Lucane. Da un lato l’umiliazione – hanno detto – nei confronti dei 10 sindaci dell’area e decine di imprese lucane con le quali è stato disatteso l’impegno sui riflessi occupazionali, dall’altro il saldo per oltre 3 milioni di euro di crediti non ancora riconosciuti a chi ha operato nella costruzione del centro oli. “Fermiamo l’intesa – è la richiesta alla giunta di centrodestra – è necessario il confronto”.

Polverone anche sulla sanità. L’ex governatore Pittella, ha parlato di mero spot sulla gestione dell’Azienda Ospedaliera San Carlo di Potenza: “vi è una riduzione della produzione di 13 mln di euro – è l’accusa, con riferimento al saldo negativo sulle liste d’attesa attive e passive. Chiarita la scelta del direttore generale Barresi, fatta dal governo precedente della facente funzioni Franconi, su valutazione di una commissione esterna, “siamo pronti a votare, con delle integrazioni, la mozione di sfiducia della consigliera di maggioranza della Lega, Sileo – hanno evidenziato – dovuta a illegittimità della nomina.” Un tema, questo, già oggetto nelle scorse ore di un rimando del Consiglio di Stato al TAR Basilicata.

Rimarcato, infine, lo stallo della politica in aula, i consiglieri hanno chiesto un confronto pubblico sul merito. Sullo sfondo altri due temi: Trasporto Pubblico Locale e forestazione.