Basilicata, Rosa corregge il tiro e si scusa con ENI, ancora polemiche in vista del consiglio del 5 novembre

“‘Noi arriviamo alla nuova concessione (Total) con una sfiducia dei lucani rispetto alla questione petrolifera: Eni in vent’anni ha fatto tanti morti. Se parliamo di Eni, in Basilicata, la gente ci schifisce’.”

E’ questa la frase pronunciata dall’assessore all’ambiente ed energia della Regione Basilicata nel corso della conferenza stampa di martedì 29 ottobre finita – tra le altre cose – al centro delle polemiche.

Gianni Rosa è tornato sulle sue parole il giorno dopo l’incontro con i giornalisti per precisare che si trattava di un’iperbole utile a sottolineare “l’animus dei lucani nei confronti del petrolio”.

“Contestualizzando l’espressione nel discorso complessivo in cui si parlava dell’approccio alle trattative con la Total” precisa l’assessore “è evidente che ho estremizzato quello che, purtroppo, è il comune sentire della popolazione lucana che è di costante preoccupazione; non un dato fenomenico accertato. Né tantomeno intendevo attribuire all’Eni quello che solo studi seri e pluriennali potrebbero verificare”.

L’esponente della Giunta regionale prende atto che le sue parole possono essere strumentalizzate o fraintese, come del resto afferma “è stato fatto” e si scusa per questo formalmente con ENI non essendo sua intenzione “attribuire fatti specifici alla Società”, tutto questo “ovviamente” tiene a ribadire Rosa “non incide su quanto sostenuto, durante la conferenza stampa, riguardo le trattative per le compensazioni ambientali”.

La polemica è però destinata a proseguire, con l’esponente di centrosinistra in Consiglio regionale, Mario Polese (Italia Viva) che torna sulle barricate e ponendo una serie di interrogativi, rinnova la richiesta di dimissioni dell’assessore Gianni Rosa.

Sempre dai banchi del Consiglio, il gruppo dei 5Stelle dichiara di non volersi prestare a “polemiche strumentali e pretestuose, utili solo ad alimentare miseri orticelli politici” e presenta una mozione per fermare l’attività del COVA di ENI di Viggiano per 90 giorni.

Il documento sottoscritto trasversalmente anche dal centrosinistra, verrà discusso nel prossimo consiglio regionale straordinario – che si annuncia a dir poco animato – convocato il 5 novembre prossimo proprio per fare il punto sullo stato delle rinegoziazioni in corso con Eni e Total e sulla composizione delle relative delegazioni trattanti, dopo le notizie sul Russiagate che ha investito la Lega, attenzionate da un’inchiesta giornalistiche del programma di Rai 3, Report.

E la questione legata al mancato accordo tra Eni e Regione Basilicata e i mancati introiti derivanti dalle compensazioni ambientali in parte destinati alle attività di forestazione in Val d’Agri sarà al centro di un incontro previsto domani, 31 ottobre alle 10.30 al centro sociale di Villa D’Agri dove Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil hanno indetto un’assemblea dei circa 700 lavoratori forestali della Val d’Agri cui parteciperà anche l’assessore regionale alle attività produttive Francesco Cupparo.

“Le risorse destinate alla forestazione” sottolineano i sindacati “hanno consentito ai forestali di svolgere 180 giornate, attualmente pari a 161. Oltre alle conseguenze occupazionali il tema risulta di vitale importanze per la tutela ambientale”.