Italia Viva nasce tra le polemiche: con Renzi tra gli altri, anche Vito De Filippo

La conta delle adesioni al nuovo partito di Matteo Renzi si aggiorna di ora in ora. Si chiama “Italia Viva” e di certo, come anche nelle intenzioni del suo creatore sta animando i dibattiti politici.

Vito De Filippo – deputato PD

I parlamentari che lo seguiranno dovrebbero essere più di 40 – ieri pomeriggio ha aderito anche il deputato lucano Vito De Filippo – ma restano nei dem, renziani doc come Lotti.

Il presidente del Consiglio Conte esprime “perplessità” per la “singolare scelta dei tempi”. Zingaretti lo definisce “un errore”. “Nessuna sorpresa” invece per Di Maio. “Cosa non si fa per salvare la poltrona…”, commenta Salvini. Critica anche la Meloni.

Il nuovo soggetto politico ovviamente divide anche nei territori. Sulle eventuali conseguenze per il Partito Democratico in Puglia, si è espresso Michele Emiliano: ”la struttura del Pd pugliese non credo che verrà interessata da questa scissione poi ci sono singole personalità che però non spostano la struttura del partito e del centrosinistra”.

L’altro pugliese “di peso” è il sindaco di Bari Antonio Decaro, da sempre vicino a Renzi per il quale la scelta dell’ex premier è legittima: “vogliono fare una cosa nuova ed è giusto che la facciano” dice per poi aggiungere che lui resta invece nel Partito Democratico.

Gianni Pittella – senatore PD

E mentre in Basilicata Vito De Filippo sposa “Italia Viva” ed entra nella pattuglia dei deputati del costituendo gruppo parlamentare, Gianni Pittella – come pure il sottosegretario Margiotta – tiene a specificare che rimane al suo posto in Senato: “Resto nel Pd” scrive “Per molti anni ho avuto l’onore di guidare il gruppo socialista al Parlamento europeo e il socialismo di stampo europeo è rimasta la mia casa, l’ispirazione ideale e la rotta politica che hanno connotato l’intera mia vita politica. Continuerò a lavorare perchè l’identità culturale del socialismo liberale e riformista trovi più adeguata cittadinanza nel pluralismo di valori costitutivo del Pd e venga interpretata e rappresentata molto più di quanto non lo sia stata finora, tanto nelle posizioni del partito quanto nelle azioni del governo” poi aggiunge di comprendere le ragioni della diversa scelta “che compiono oggi tanti amici che stimo, ai quali auguro ogni fortuna, augurandomi che sappiano usare l’intelligenza e la passione che li anima per allargare l’area di influenza e di attrazione di un centrosinistra riformatore e per rafforzare il carattere innovatore del nuovo Governo”.

Da sinistra, Marcello Pittella, Roberto Cifarelli, Mario Polese – consiglieri regionali Basilicata

In Regione invece sono alte le probabilità di adesione a Italia Viva di tre dei quattro consiglieri regionali del centro-sinistra, a partire dall’ex governatore Marcello Pittella, insieme a Mario Polese e Luca Braia da Matera. Resterebbe a presidio del gruppo consiliare Roberto Cifarelli che non nasconde la sua amarezza per questa scissione “davvero incomprensibile” ma si dice “altrettanto determinato nel portare avanti il progetto nel quale credo fermamente. E, pur rispettando la scelta di chi ha deciso di lasciare il Partito, resto convinto che il PD rimane la casa dei riformisti e rappresenta il baricentro politico di un centrosinistra sempre più vicino alle istanze dei cittadini e dei territori.”.

Nei prossimi giorni proseguiremo con la conta delle adesioni, ben consapevoli del fatto che lo scossone renziano potrebbe pure avere tra i suoi effetti, il ritorno in casa PD degli esuli di Articolo 1, uno su tutti quello del ministro della Salute, Roberto Speranza.