Renzi lascia il PD e con lui anche il ministro Bellanova

“Lasciare il Pd sarà un bene per tutti, anche per Conte, il partito è diventato un insieme di correnti, manca una visione sul futuro”.

Intervistato in apertura da Repubblica, Matteo Renzi spiega la sua decisione di lasciare i dem, fa sapere che saranno con lui una trentina di parlamentari e i gruppi autonomi nasceranno questa settimana e dice di voler passare i prossimi mesi a combattere Salvini non a difendersi dal fuoco amico.

Con lui anche due ministri e due sottosegretari tra i quali Teresa Bellanova responsabile delle politiche agricole che all’interno del Governo sarà la capodelegazione del partito e Ivan Scalfarotto.

E’ invece fermamente saldo nel PD l’altro sottosegretario renziano fresco di giuramento al Mit, Salvatore Margiotta, il cui appello per scongiurare la scissione è caduto nel vuoto.

Così Renzi, alla Leopolda presenterà il simbolo: primo impegno elettorale le Politiche e poi le Europee 2024. Un errore per il segretario del Pd Zingaretti che commenta: “Ci dispiace ma ora pensiamo al futuro degli italiani”. Critico il presidente della Regione Puglia Emiliano “Ogni volta che fa un gesto buono, e sicuramente è stata una buona cosa il contributo che Renzi ha dato alla costruzione di questo Governo, poi è più forte di lui e ne fa sempre uno al contrario” dice e aggiunge “non c’è niente da fare, è sempre lui e ce lo dobbiamo tenere così”.

Sul versante istituzionale dopo il giuramento dei sottosegretari restano da sciogliere alcuni nodi relativi alle deleghe. In pista per quella alle telecomunicazioni del Mise – che annovera una lucana dei 5stelle tra i sottosegretari chiamati dal premier Conte – c’è proprio Mirella Liuzzi del M5S. Sempre dal Ministero per lo Sviluppo Economico, la notizia è che si trasferirà agli Esteri la delega per il Commercio estero, che andrà al foggiano di adozione, Ivan Scalfarotto del PD.