Basilicata. L’enigma dell’assegnazione dei seggi; Bardi telefona al Dg della Regione

Per assistere all’insediamento del presidente Vito Bardi e del Consiglio regionale occorrerà aspettare presumibilmente almeno un mese, in questo lasso di tempo Bardi che sabato sarà ospite d’onore di Berlusconi per celebrare nell’ambito dell’assemblea nazionale i 25 anni di storia di Forza Italia, penserà al nuovo staff di collaboratori e alla composizione della Giunta, anche valutando i profili disponibili e i pesi specifici delle forze politiche che lo hanno sostenuto.

E proprio stamani il neo governatore ha telefonato “al Direttore generale della Regione per chiedere di inviare a tutti gli uffici, alle società partecipate, agli enti di diretta emanazione, una lettera circolare nella quale si prega di soprassedere a qualsiasi proroga, rinnovo, assunzioni e quant’altro fino all’insediamento della nuova Giunta e Consiglio. “I lucani” ha detto “hanno scelto il cambiamento anche nel modo di amministrare. Ritengo quindi, che qualsiasi atto che esula l’ordinaria amministrazione debba essere vagliato dal nuovo Consiglio”.

Al lavoro c’è anche l’ufficio elettorale regionale  dovrà esaminare i numeri delle sezioni provinciali per poi procedere alla distribuzione dei seggi tra le varie liste.

Una volta proclamati gli eletti, la legislatura regionale potrà finalmente essere avviata. Tuttavia, in caso di ricorsi al TAR e successivamente al Consiglio di Stato, in merito all’attribuzione dei seggi, rimarrà per diversi mesi una cappa di incertezza sulla composizione definitiva del Consiglio regionale.

Nell’occhio del ciclone le presunte incongruenze interpretative sui commi dell’articolo 20 della nuova leggere regionale lucana. In sostanza, il comma 5 (b) dell’articolo 20 prevede un unico ordinamento su scala regionale, in ordine decrescente, dei resti maturati dalle liste nelle circoscrizioni. Tuttavia, lo stesso comma rinvia poi alle circoscrizioni provinciali per l’effettiva assegnazione dei seggi residui, ovvero dei seggi non ancora assegnati con il cosiddetto quoziente pieno. I due ordinamenti così ottenuti finiscono per essere tra loro in contraddizione. Per esempio, la tesi dei Progressisti è che dovrebbe dominare l’ordinamento regionale dei resti (che infatti li vedrebbe collocati terzi in graduatoria e non quinti). Il Viminale ha invece applicato nei suoi calcoli sui seggi l’ordinamento dei resti su base circoscrizionale. Dunque, più che un errore del Viminale, il problema pare essere radicato nella ambigua formulazione delle nuova legge elettorale regionale.

Il giallo sull’attribuzione dei seggi tocca, in casa di centrosinistra Antonello Molinari dei “Progressisti per la Basilicata” secondo i quali il seggio da assegnare al candidato presidente arrivato secondo, Carlo Trerotola andrebbe tolto al PD, quindi a Mario Polese.

Un altro ricorso sarebbe già pronto da parte di Gianni Rosa il più votato della lista di Potenza di FDI che però, a differenza di quanto avvenuto per il più votato di quella di Matera (Giovanni Vizziello) non risulta essere tra gli eletti.

A rischio c’è anche il seggio assegnato all’unica donna eletta in assemblea, Donatella Merra (Lega). Secondo Rocco Fuina, primo dei non eletti della Lega nella circoscrizione di Matera “l’ufficio elettorale della corte d’Appello starebbe provvedendo al giusto riparto” dal momento che “si sarebbero verificati errori nella comunicazione relativa all’attribuzione dei seggi regionali.

Restano dubbi ancora nel centrosinistra, dove Luca Braia, il più suffragato di “Avanti Basilicata” nella circoscrizione di Matera rischia di vedersi sfilato il seggio a vantaggio del secondo più votato in quella di Potenza dal collega Vincenzo Robortella, e ancora Mario Polese dal più votato dei Progressisti di Matera (Pasquale Bellitti).