Autonomie, slitta la decisione. Viesti a Matera: “Preoccupato per Basilicata”

Fumata nera sulle autonomie. Slitta tutto alla prossima settimana. Così è stato deciso nel Consiglio dei ministri. Per i cinquestelle “no a cittadini di serie A e di serie B”. Tirano dritto la Lega ed il ministro per gli Affari regionali. A chiedere l’autonomia Lombardia, Veneto, Emilia Romagna. Per quei presidenti di Regione, assurdo che si parli di “secessione dei ricchi”. Espressione più volte ripresa invece nel convegno della Cgil della Basilicata e di Matera.

“Basilicata e Molise – per l’economista Viesti, docente di Economia applicata all’Università di Bari, in prima linea contro le autonomie – potrebbero essere colpite a morte”. Meno preoccupato per Puglia e Campania: “Sono più grandi. Hanno più risorse”, afferma.

Il Consiglio dei ministri intanto ha preso atto dell’accordo tecnico raggiunto con il ministero dell’Economia sul trasferimento dallo Stato alle Regioni, con quote Irpef e altri tributi, di fondi a sostegno di quelle competenze per le quali da Costituzione è prevista la parità di diritti: Salute, Istruzione, Ambiente, Lavoro, Beni culturali e così via.

Bene il cambio di rotta dei presidenti di Campania e Puglia, De Luca ed Emiliano, tentati inizialmente  dall’autonomia, spiega Viesti che critica l’assenza di un’opposizione ai piani “diabolici” della Lega.
Perplesso, inoltre sulla non emendabilità del Parlamento. Cosa che conferisce irreversibilità alle scelte: “Non si potrebbe tornare indietro neppure con referendum”.

“Una ferita al funzionamento della democrazia – aggiunge l’economista – si sta rifacendo il Paese, sulla base di un testo ignoto e che forse sarà noto solo dopo la decisione del Consiglio dei ministri”.

Nutrono le stesse preoccupazioni Ludovico Vico, già deputato della Repubblica italiana; Angelo Summa, segretario Cgil Basilicata ed Eustachio Nicoletti, segretario Cgil Matera, organizzatori questi ultimi del convegno “No alla secessione dei diritti. L’autonomia differenziata fa perdere il Paese”. Incontro a scopo informativo per i cittadini che del cambio storico in atto sembrano quasi essere ignari.