De Bonis, il senatore lucano espulso dal M5S pensa alle dimissioni

Rientrato il caso dell’altro lucano in Parlamento sollevato da Repubblica. Rospi: assente al voto finale per seri motivi familiari

Per il Movimento 5 Stelle l’ultimo giorno dell’anno è stato parecchio turbolento. Il 2018 si è chiuso infatti con le polemiche associate al provvedimento di esplusione decretato dai probiviri del Movimento per 4 parlamentari pentastellati, tra i quali anche il senatore lucano Saverio De Bonis, oltre che per il senatore De Falco e gli eurodeputati Valli e Moi.

De Bonis ha dichiarato di essere “profondamente dispiaciuto da quanto accaduto” ed ha precisato di essere stato espulso, “per vicende legate a fatti che risalgono a 12 anni fa, pur avendo prodotto all’atto dell’accettazione della candidatura i miei certificati penali che risultavano puliti”. Infatti la vecchia vicenda è di natura “contabile” e non penale – come si evince anche dai certificati pubblicati online dallo stesso senatore – vicenda legata alla partecipazione ad un bando agricolo per il quale aveva dichiarato erroneamente di essere un giovane imprenditore. In seguito a questo è stato condannato dalla Corte dei Conti alla restituzione alla Regione Basilicata di poco meno di 3mila euro.

Ma i veri motivi dell’allontanamento dal M5S vanno ricercati nelle battaglie ambientali condotte dal senatore che nel novembre scorso lo portarono a guidare un drappello composto da una decina di suoi colleghi che firmarono il suo emendamento contro la norma sui fanghi in agricoltura.

“Comprendo che le regole devono essere rispettate e serenamente le accetto” commenta il senatore ricordando le battaglie condotte “per l’ambiente” sotto le insegne di quella che era la prima stella del Movimento, l’ambiente: dalla Xylella ai pesticidi alla difesa del mondo rurale, “continuerò ad essere sempre fedele alle idee originarie del Movimento” aggiunge, anche se “sto meditando di dimettermi dal ruolo del senatore”.

E’ rientrato invece il “caso” sollevato da un articolo del quotidiano Repubblica sull’altro lucano in parlamento, il deputato Gianluca Rospi, citato tra i parlamentari pentastellati assenti in aula al momento del voto finale sulla manovra ai quali i vertici avrebbero chiesto spiegazioni: “Premesso che ho votato la Legge di Bilancio in Commissione, la fiducia al Governo e tutti gli articoli del provvedimento in Aula” ha spiegato Rospi agli utenti che lo seguono su Facebook “voglio fare chiarezza riguardo la mia assenza in occasione del voto finale del provvedimento. In quella circostanza, purtroppo, non ho potuto partecipare al voto a causa di seri problemi familiari, che mi hanno costretto ad allontanarmi da Roma”.