Quirinale. Incertezza per il primo giro di Consultazioni, Pittella (PD) contro “M5S e CdX acchiappatutto”

In un clima di grande incertezza il capo dello Stato ha avviato le consultazioni al Quirinale per la formazione del nuovo governo, i a colloquio sono stati i presidenti di Senato e Camera, Casellati e Fico (che si è recato al Colle a piedi, per la gioia dei titolisti) seguito da Napolitano, che rispetto ai due si è trattenuto di più, e all’uscita ha anche salutato scherzosamente i giornalisti.

Ma l’atmosfera è decisamente più pesante fuori dalle stanze del Quirinale dove si sono moltiplicati gli appelli i commenti e le dichiarazioni dei vari esponenti.

In primis piano quelli di Forza Italia con il capogruppo alla Camera, Maria Stella Gelmini che, scaramantica afferma di fidarsi di Salvini “rompere il Centrodestra sarebbe un errore”, e di Tajani che si dice “certo che Salvini non romperà il patto con gli elettori”. La linea Salvini intanto sembra restare la stessa, ed è sintetizzata dallo stesso leghista su Twitter aperti al dialogo coi 5Stelle ma senza alcun veto da parte loro.

Di Maio dal canto suo spera di “poter incontrare il prima possibile Lega e Pd per capire quali siano le loro proposte, e per capire con chi si possa iniziare a scrivere questo contratto”. Poi mettiamolo in pratica aggiunge, “scelgano da che parte stare”.

Gianni Pittella – senatore PD

La mano tesa da Di Maio in effetti agita molto i dem, dove pare ci sia una fronda interessata al dialogo coi 5Stelle. Dialogo che di certo non è facilitato dall’elezione del grillino Vito Crimi, alla presidenza della commissione speciale del Senato che dovrà esaminare il Def e gli altri provvedimenti rimasti in sospeso nelle varie commissioni. Durissime infatti, sono le reazioni da casa PD a quella che viene definita una “vergognosa spartizione da parte del M5S e del centrodestra”.

Le parole del lucano Gianni Pittella, senatore del Partito Democratico all’uscita dalla riunione della Commissione Affari Speciali dicono tutto: ”grave che si usi metodo ‘acchiappatutto’ anche in Commissione Affari Speciali”.