Politica Matera, Di Maggio (Noi con Salvini): al Comune ci sono gli estremi per “falso in atto pubblico”

Chiedono le dimissioni subito del primo cittadino di Matera Raffaello De Ruggieri anche dalla Lega Noi con Salvini di Basilicata; lo fa sia il segretario regionale Antonio Cappiello ringraziando i 19704 cittadini che hanno votato il sodalizio alle politiche sia Tito Di Maggio senatore uscente, nell’ultima legislatura, con la lista Con Monti per l’Italia, attualmente sostenitore della Lega ed uno dei primi a tirarsi fuori dalla coalizione vincente alle ultime amministrative del Comune di Matera; “ho abbandonato – ha detto – il giorno della costituzione della prima giunta.

Sono le stesse carte di queste amministrazione a provarne il cattivo operato. Tra queste – fa notare Di Maggio – l’elenco sia annuale che triennale delle opere per Matera 2019. Il documento, che doveva essere approvato e corredato dai progetti preliminari 60 giorni prima dell’approdo in Consiglio comunale del bilancio, previsto per questo pomeriggio, è stato approvato, si, il 27 dicembre 2017 ma altre delibere, a completamento della proposta, sono datate 6 marzo 2018 ed un’altra il 16 marzo.

A casa mia – ha detto espressamente Di Maggio – questo si chiama falso in atto pubblico. Andando agli aspetti più di merito delle opere programmate per il 2018 – dice Di Maggio – “soltanto una riguarda nella fattispecie Matera 2019, tutte le altre possono definirsi di ordinaria amministrazione. Una ordinaria amministrazione, finanziata, però, con i soldi per Matera 2019. Poi sui tempi; siamo a Marzo – fa notare – e siamo ancora ai progetti preliminari. Solo per far partire i bandi servirà arrivare a Giugno. Se fossimo in Svezia e non ci fossero ricorsi al Tar apriremmo i cantieri a Settembre.

Il Consiglio che diamo al Sindaco è a questo punto di non fare nulla altrimenti avremo nel 2019 una città piena di lavori in corso. Tra le altre situazioni poco chiare il bando del bike sharing: costo dell’operazione 500 mila euro da regione a Comune con l’imprenditore che fallisce i soldi che scompaiono ed una lettera della Regione al Comune che chiede la restituzione dei finanziamenti. Infine I progetti annunciati per ex Banca d’italia e area ex Barilla come fossero iniziative dell’amministrazione mentre arrivano da soggetti privati. Continuiamo ad andare a fari spenti e ad occhi chiusi. Se il Sindaco andasse via si farebbe un omaggio alla città”.