Fiducia nelle istituzioni. Lucani preferiscono i Comuni alla Regione

Si conferma l’affezione dei lucani nei confronti delle istituzioni locali con preferenza ai comuni piuttosto che all’Ente regionale. E’ quanto emerge dalla seconda indagine “Percezione e giudizi sull’attività amministrativa del Consiglio regionale della Basilicata”, condotta lo scorso marzo, su un campione di 1500 adulti rappresentativi dei residenti, dalla società Ipr Marketing, aggiudicataria fino al 2018 di una apposita gara per supportare il sistema di comunicazione dell’assemblea.

Un dato pressoché invariato rispetto al passato, vede il 76% degli intervistati – in larga parte giovani – non nutrire fiducia nella Regione, a fronte del 18% che si dice molto o abbastanza fiducioso. L’80% dei giovani, però, crede che l’Ente debba esistere e la maggioranza dei cittadini (il 50%) sa distinguere tra le funzioni di Giunta e Consiglio Regionale. Aspetto delicato, il 54% ritiene che Regione ed enti locali debbano decidere insieme sull’utilizzo delle risorse naturali, pianificazione del territorio e tutela ambientale. In aggiunta, interviste più approfondite su un campione di 10 persone interessati da disagio sociale per comprenderne il gradimento sui servizi per il lavoro e l’attivazione del reddito minimo d’inserimento.

La televisione resta il canale privilegiato per informarsi sulla Basilicata e che aumenta la visibilità delle cariche istituzionali, dato che vede TRM Network guadagnare 5 punti percentuali, ciò nonostante il problema principale – confermato dal presidente Franco Mollica nel corso della presentazione alla stampa – sembra proprio la comunicazione all’esterno delle attività svolte, nei confronti di un’opinione pubblica scottata dal clamore mediatico suscitato dall’inefficienza dell’apparato pubblico e sul tema dei vitalizi. Trapelata la voce su una candidatura romana di Pittella, “abbiamo sanato la norma nello Statuto – ha specificato Mollica, aggiungendo – denunceremo le illazioni, la Regione ha abolito i vitalizi per i consiglieri in carica a partire da questa legislatura e non è stata approvata alcuna norma per ripristinarli”.