Taranto, Stefano alla Melle: “Mozione revoca Aia Ilva errata”

Approvata nel corso del ultimo consiglio comunale la mozione sulla revoca dell Aia all’Ilva. 14 i consiglieri favorevoli, 12 i contrari e 1 astenuto. Mozione a firma, in primis, della consigliera Lina Ambrogi Melle che ha espresso soddisfazione, ma ha anche incalzato contro le “letterine” (le definisce così) che il sindaco Stefano puntualmente invia quale unica presa d atto, in particolare dopo lo studio epidemiologico Forastiere della Regione Puglia. “Letterine” alle istituzioni. Missive senza risposta. Silenzio interpretato dal primo cittadino come un buon segno. Non come indifferenza, quindi, ma come assenso dal Governo. Da qui Stefano intuirebbe infatti che la situazione a Taranto non è pericolosa. Questa una sintesi della cronaca degli ultimi giorni. Fino all’epilogo di una misteriosa conferenza stampa indetta da Stefano e riservata a pochi eletti (due testate di carta stampata e un’emittente TV). Un tavolo per riferire che la mozione sulla revoca all Aia avanzata dalle Melle e’ “errata nella forma e nell indirizzo”.

Ippazio Stefanò, sindaco di Taranto

Ippazio Stefanò, sindaco di Taranto

Recuperiamo la notizia dal giornale, essendo tra la stampa tagliata fuori, pur trattandosi di una questione di “interesse pubblico”, caposaldo su cui poggia il diritto di cronaca. Sulla Gazzetta del Mezzogiorno di oggi si leggono le parole di Stefano sulle mancate risposte alle sue lettere: “Devo dedurre che se non mi si da riscontro, la situazione certo non è favorevole, ne’ ideale, ma non presenta nemmeno gli elementi di immediato pericolo che sono gli unici, legge alla mano, che possono supportare una mia ordinanza”. Questa insomma è la replica di Stefano. Recuperata all’indomani dell’incontro. E il mancato invito da parte dell’ente e’ una chiusura che lascia amarezza. Perché, per una società davvero libera, mai il silenzio può essere, come lo interpreta il sindaco, un buon segno.